Aeroporto di Milazzo, a Taormina costituito comitato. Salvo Cilona presidente

TAORMINA – Nei giorni scorsi è stato costituito a Taormina il “Comitato per l’aeroporto nella piana di Milazzo” e nel contempo sono state assegnate alcune cariche: Salvatore Cilona è stato eletto presidente e Danilo La Monaca segretario. Tra i soci fondatori ci sono anche Pancrazio Cacopardo e Antonio Pitrelli. Il Comitato, senza scopo di lucro, ha lo scopo di promuovere iniziative utili e concrete per realizzare al più presto un aeroporto nella piana di Milazzo. Tale iniziativa concretizza la libera volontà di un gruppo di cittadini della riviera ionica messinese che in siffatto modo desiderano anche manifestare solidarietà e consenso rispetto ai proponimenti ed all’attività del Comitato Territoriale Barcellona-Milazzo, del Centro Studi “Civis” di Milazzo e del “Comitato per l’aeroporto di Messina e provincia” di Messina che da diverso tempo operano per favorire la realizzazione di un aeroporto nella piana di Milazzo. La recente attivazione delle direttrici ad alta velocità fra Torino-Milano e fra Milano e Napoli rappresenta la fisica rappresentazione di una sempre più diffusa convinzione e cioè che l’Italia sia una Nazione caratterizzata da eclatanti e significative diseguaglianze anche nel settore dei trasporti. Questa sintetica riflessione, ancor più drammatica se ben si considera il sistematico ridimensionamento del traffico ferroviario a lunga percorrenza da e per la Sicilia e quindi del traghettamento ferroviario nello Stretto di Messina, consente di introdurre l’oggettiva ed incontrovertibile notazione che la Sicilia tutta e la nostra provincia in particolare siano destinati nel contesto europeo ad una progressiva marginalizzazione rispetto ai principali flussi di idee, di relazioni culturali, di contatti sociali, di scambi economici e produttivi con il resto del mondo. In quella che si configura come la “questione dei trasporti meridionali” non può essere sottovalutato il ruolo del trasporto aereo in termini di risposta ai disagi sopportati dalla popolazione siciliana residente nella più estesa regione d’Italia che è anche la più grande isola del Mediterraneo ed una tra le più apprezzate mete del turismo mondiale. E’ di tutta evidenza che tale insufficiente livello di accessibilità al territorio siciliano non consente di esaltare nella giusta misura le potenzialità di sviluppo del comparto turistico che è di assoluta rilevanza negli scenari economici della nostra regione. Siffatte considerazioni assumono particolare rilevanza per il territorio taorminese notoriamente classificato a prevalente vocazione turistica. A questo proposito, è possibile affermare che sebbene Taormina rappresenti una quasi singolare eccezione nel contesto turistico regionale, ivi si configura infatti un “turismo maturo” perché chiaramente destagionalizzato, non è da sottovalutare il fatto che il tasso di occupazione annuo delle strutture ricettive taorminesi di poco inferiore al 50%, seppure nettamente superiore al dato provinciale pari al 35%, non rende il giusto merito alla rinomanza internazionale dei luoghi. Né si può continuare a credere che il comprensorio turistico taorminese possa vivere di rendita perché in realtà sta succedendo, anche nel turismo italiano, quello che già da anni avviene nel settore industriale: le posizioni diventano sempre più difficili da conquistare e soprattutto da mantenere senza una continua tensione all’innovazione ed un orientamento sempre più focalizzato sul soddisfacimento del cliente. Sono chiari alcuni segnali quali il tendenziale spostamento del baricentro del turismo internazionale, soprattutto quello riferito al segmento balneare, prima incentrato sull’Europa ed in particolare sull’area mediterranea, verso altre mete emergenti e competitive (Cuba, Carabi, Florida ed Asia orientale); ed ancora la frenata dei primari mercati d’origine rappresentati dai paesi dell’Europa occidentale, gravati in alcuni casi da una pesante recessione economica (es. Germania, Francia ed Inghilterra) che tendono a prediligere destinazioni esotiche, facilmente raggiungibili per via aerea e molto spesso a costi competitivi. E’ ormai cambiato anche il modello dominante del turismo che si caratterizza per vacanze brevi ma ripetute nell’anno con una clientela poco disponibile a sopportare perditempo, imprevisti, cambi di vettore, disservizi e disagi soprattutto se si verificano in prossimità della mèta finale del viaggio. A fronte di tali scenari, ad opinione di questo Comitato, sembra di assoluta rilevanza l’ipotesi di realizzare un nuovo aeroporto nella piana di Milazzo perché in siffatto modo il comprensorio taorminese potrebbe disporre di un aeroporto, in aggiunta a quello di Catania, raggiungibile nello stesso tempo percorrendo una tratta autostradale meno congestionata. Non è irrilevante evidenziare che l’aeroporto di Catania ormai dimostra chiari segni di congestionamento del suo spazio aereo e quindi di saturazione della sua portata operativa. Peraltro l’opportunità che Catania possa ospitare aerei di maggiore portata passeggeri (wide body) non trova concretezza per gli ingentissimi costi da sostenere nel caso si volesse realizzare la variante plano-altimetrica del tracciato ferroviario necessaria per l’allungamento dell’attuale pista. In conclusione, il Comitato intende evidenziare che fermo restando la specificità della presente iniziativa la stessa rappresenti un aspetto del più generale impegno per sensibilizzare l’opinione pubblica e le locali Istituzioni sull’opportunità di migliorare il livello di accessibilità al comprensorio taorminese. Siamo fermamente convinti che la disponibilità di un secondo aeroporto, insieme alla pronta realizzazione del raddoppio del tracciato ferroviario nella tratta Messina-Fiumefreddo comprensivo della locale nuova stazione interrata, alla costruzione di idonee infrastrutture nautiche e ad opportune iniziative nel campo della viabilità stradale comprensoriale, possano rappresentare elementi decisivi per lo sviluppo di azioni ad alto contenuto strategico capaci di dare “nuova vita” al comprensorio taorminese coniugando tradizione e bellezze naturali con innovazione, sviluppo economico e compatibilità ambientale.

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