A Casalvecchio e Furci petizione per la strada provinciale colabrodo: raccolte 209 firme

I cittadini residenti nelle borgate collinari di Artale, S. Carlo, Giovannella, Misitano e Rimiti, si sentono abbandonati dalle istituzioni. Sono piccoli agglomerati di case che ricadono nei territori comunali di Furci e Casalvecchio. Quelle abitazioni sono collegate al “resto del mondo” dalla strada provinciale numero 23 bis, la Misserio (frazione di S. Teresa di Riva) – Rimiti (Casalvecchio). “Un’arteria colabrodo e piena di insidie” spiegano i cittadini, che hanno presentato una petizione con in calce 209 firme al presidente della Provincia regionale di Messina, Nanni Ricevuto. Un documento dal quale si evince la rabbia di persone che chiedono solo “di non essere abbandonate al proprio destino”. L’arteria per la quale rivendicano un intervento “urgente e immediato” è transitata quotidianamente da centinaia di automobilisti “con grandissimi rischi per la loro incolumità. Una situazione che si protrae da decine di anni e che adesso si è ulteriormente aggravata anche in virtù dei mutamenti climatici”. I firmatari della petizione fanno notare che l’80 per cento della strada è interessato da fenomeni di smottamenti del terreno; le buche e le fenditure sull’asfalto non si contano più e il 70% dell’arteria viaria presenta una carreggiata la cui larghezza non supera i tre metri. Ma non è tutto. Nelle scorse settimane, in occasione dell’ultima ondata di maltempo, si è anche aperta una voragine che ha “risucchiato” un mezzo a bordo del quale viaggiavano alcuni cantonieri della Provincia regionale. Fortunatamente hanno riportato solo qualche ferita, medicata all’ospedale S. Vincenzo di Taormina. Se la sono cavata con un po’ di paura, insomma. “Ma poteva finire peggio” è il coro unanime dei cittadini delle borgate collinari “e poteva essere coinvolto chiunque, anche i nostri bambini che quotidianamente percorrono quella strada con gli scuolabus”. Viene poi citata la frana all’ingresso di Misitano “per la quale sono intervenuti lo scorso anno dopo tantissimi solleciti, solo dopo che gli abitanti di quella borgata sono rimasti isolati.  Purtroppo, però, il problema non è stato risolto perché a quanto pare siamo punto e accapo. I rischi – incalzano i residenti – si registrano all’altezza del cimitero, dove si notano evidenti fenditure e cedimenti verso la strada provinciale ”. Alla Provincia si chiedono risposte concrete. E se tarderanno ad arrivare i cittadini si dicono “pronti a protestare e  far sentire la propria voce”.

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