Taormina, Partito democratico verso il congresso cittadino. Nostra intervista a Claudio Ambrogetti

Giuseppe Monaco
TAORMINA – “Non solo di Taormina Arte e di Porto turistico si possono interessare gli amministratori, quanti hanno responsabilità nella vita della città. Ci sono tante altre questioni che interessano direttamente i cittadini. Mi riferisco, soprattutto ma non solo, ai riflessi sul sociale che ha avuto -e sta ancora subendo- la crisi turistica: mi riferisco ai tanti disoccupati ed ai molti sottoccupati che ha determinato la perdita di quasi 200.000 presenze nel corso del 2009”. Questa la posizione di Claudio Ambrogetti, uno dei leader del Pd di Taormina. La politica, però, di Taormina, forse, è giunta ad un giro di boa. Una considerazione che si può ricavare (ipotizzare) tenendo conto di una serie di dichiarazioni rilasciate, in questi giorni, da esponenti di primo piano del Pd, partito che a Taormina si trova in maggioranza. Le loro posizioni, sicuramente non dirompenti (anzi tutto al contrario) appaiono in contrasto con alcune linee amministrative imboccate dall’esecutivo di Palazzo dei Giurati. Le posizioni del partito, comunque, verranno a galla prestissimo. “E’ proprio così. E’ stato deciso, infatti, di indire il congresso cittadino per sabato 27 marzo. Gli uomini del Pd si raduneranno nel cine-teatro dell’Oratorio dei Salesiani a partire dalle 18,00. “Sarà eletto –spiega Claudio Ambrogetti- il nuovo segretario ed il nuovo direttivo. Il tutto avverrà a seguito della presentazione ed approvazione di una delle mozioni politiche che saranno presentate per essere discusse nel corso del congresso”. Il nuovo vertice del Pd, quindi, nascerà al termine di un ampio dibattito basato sui risultati conseguiti dal partito e dall’amministrazione attiva a quasi due anni dall’insediamento della giunta di Mauro Passalacqua, e su quanto sarà ritenuto importante fare per il futuro della città. Non è, quindi, detto che, dopo il congresso, tutto resti come adesso. “Sicuramente –aggiunge Ambrogetti- dovremo prendere in esame quanto è accaduto sinora. Poi vedremo quale sarà la posizione del partito all’interno della coalizione. Contiamo su un solo consigliere ma chiediamo due cose precise: pari dignità e rispetto del programma che, con le elezioni, è stato approvato dai cittadini”.  Un programma che non s’interessa solo di porto e di TaoArte. “Certo, riguarda tante altre cose. Ma è anche vero che, al momento, l’opinione pubblica è tempestata da notizie che riguardano Taormina Arte e il porto turistico. Ma c’è anche la questione dell’ASM”. Ecco, quindi, che, almeno per adesso, anche Ambrogetti mostra interesse per questi fatti. A proposito del porto –dice: “La questione è vecchia di anni ma sempre di grande interesse perché irrisolta. Il Pd è, da sempre, favorevole ad un porto comprensoriale che tenga, cioè, conto dei progetti e delle esigenze soprattutto di Giardini Naxos. Ultimamente, però, in città sono emerse posizioni diverse che guardano ad un porticciolo tutto taorminese”.
-E’ per questo che, per esempio, il consigliere Piero Benigni, ha dichiarato che sulla questione del porto è indispensabile sentire la città. Pensate ad un referendum?
“E’ un’ipotesi che si deve valutare anche tenendo conto che organizzare un referendum non è una cosa semplice. In ogni caso si può ipotizzare una convention popolare organizzata per registrare il maggior numero di opinioni”.
-TaoArte. Qual è la vostra posizione rispetto agli ultimi e controversi eventi?
“Taormina deve essere in posizione di primo piano, al vertice. TaoArte deve essere potenziata”.
-Concludiamo con l’Asm?
“Abbiamo proposto un Cda tecnico con mandato a tempo che, nel giro di tre-quattro mesi affronti e risolva le varie emergenze che interessano l’Azienda. Subito dopo, però, la guida dell’Asm deve passare alla politica”.

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