Taormina. Piove nella cattedrale, operai al lavoro sul tetto. Lavori d’emergenza… finanziati dai parrocchiani

Giuseppe Monaco
TAORMINA- Non si può fare altro che gridare allo scandalo. Non è esagerazione. La notizia di oggi riguarda le condizioni della Basilica Cattedrale, uno dei monumenti più “particolari” di Taormina: una sorta di “pezzo unico”, una chiesa fortezza. All’interno del tempio cattolico piove. Sì, piove. Vuol dire che i lavori effettuati per rifare il tetto della basilica non sono serviti a nulla. Pioveva tre anni fa, pioveva cinque anni fa. Piove adesso. “Durante l’ultimo acquazzone – dice il parroco, padre Salvatore Sinitò – per raccogliere l’acqua abbiamo dovuto sistemare, nell’area sinistra del transetto, due capienti recipienti. Segno evidente che la pioggia si insinua nella struttura muraria e trova sfogo verso l’interno”. Un fenomeno evidenziatosi alcuni anni fa e che aveva provocato l’intervento della Sovrintendenza di Messina. Per riparare i “buchi” e rifare il tetto fu utilizzato uno specifico finanziamento e fu impegnata una ditta specializzata di fiducia della Soprintendenza. Soldi e lavori che, a quanto pare, sono serviti a molto, anzi a nulla. L’acqua ha ritrovato la sua strada: direttamente dal…cielo arriva sino al pavimento della chiesa. “Del fatto –dice padre Salvatore- ho già informato la Soprintendenza. Mi è stato risposto che, al momento, l’ufficio è impegnato, con mezzi ed uomini, a San Fratello ed in altre località della provincia nelle quali si sono registrati i recenti nubifragi. Non mi hanno assicurato, entro poco tempo, nemmeno un sopralluogo”. In assenza degli uffici regionali, a Taormina i parrocchiani sono stati invitati a mettere mani al portafogli. “Si è proprio così. Abbiamo impiegato i fondi della parrocchia per cercare di arginare la…falla. Già da alcuni giorni sul tetto della Basilica è all’opera una squadra di operai che stanno rivedendo la copertura ed, in particolare, stanno rimuovendo le tegole che appaiono rotte. Speriamo che con questo intervento il fenomeno possa arrestarsi”. Padre Salvatore pare essersi affidato al cielo, nel senso che spera che, con l’approssimarsi della primavera le condizioni metereologi volgano al bello e che, quindi, non piova più, almeno con l’intensità e la frequenza di quest’inverno. Solo così, con i lavori di estrema emergenza, “finanziati” dai parrocchiani e gli altri introiti dell’arcipretura, l’arrivo della primavera e poi dell’estate, si può credere che nella chiesa non piova più, almeno sino al prossimo autunno. Indispensabile è che l’acqua non continui a minare la struttura del tempio-monumento. “Quando ero a Furci  -dice il parroco- ho saputo dagli organi d’informazione che la Basilica, proprio per le infiltrazioni d’acqua, è rimasta chiusa al culto per diverso tempo, forse oltre un anno. Non voglio credere si debba tornare a questo tipo di drastica soluzione”. A proposito di lavori, intanto, padre Sinitò ha reso noto che è stato programmato il rifacimento della canonica annessa alla Basilica. Attualmente i locali sono del tutto inagibili: non utilizzabili l’alloggio del parroco e, soprattutto, gli spazi ricreativi che sino agli anni ’70 venivano utilizzati come cine-teatro ed oratorio. “Il nostro progetto –conclude don Salvatore- prevede il recupero di tutto. E’ nostra intenzione –spiega- realizzare una struttura da mettere a disposizione dei giovani taorminesi”. Intanto, però, nella Basilica Cattedrale piove. E questo è uno scandalo.

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