“No alla privatizzazione delle acque”, l’ultima ‘crociata’ parte da S. Teresa di Riva

S. TERESA DI RIVA – “No alla privatizzazione della gestione delle risorse idriche in Sicilia”. L’ultima “crociata” parte da S. Teresa di Riva, dal gruppo Udc che fa capo al presidente del Consiglio comunale Carmelo Lenzo, sulla scia delle iniziative intraprese alla Provincia, con una mozione, dal consigliere di Furci Siculo Matteo Francilia. “L’intenzione – ha spiegato Lenzo – è quella di andare oltre i confini del nostro Comune e coinvolgere i cittadini dell’intero comprensorio jonico per una raccolta di firme a sostegno di una petizione popolare contro la privatizzazione della gestione delle risorse idriche nella Regione siciliana. Inoltre, il nostro gruppo si farà promotore di una iniziativa più a vasto raggio che ha l’obiettivo di allargarsi a tutti gli altri comuni della Provincia di Messina, attraverso una campagna capillare di sensibilizzazione che riteniamo vitale. Va altresì sottolineata l’importanza dell’acqua quale bene naturale – incalza Lenzo – di tutta la collettività. Un bene insostituibile e necessario per la vita dell’uomo, ed è proprio per questo, ribadisco, che la risorsa idrica non può e non deve essere oggetto di speculazione politica ed economica”. Il consigliere provinciale Matteo Francilia sta lavorando ad una proposta di legge da fare “sbarcare” all’Assemblea regionale siciliana, mirata a bloccare l’iter della privatizzazione. “In virtù dell’esperienza determinata dalla gestione integrata di altri servizi – sostiene Francilia –  è fondato il motivo di ritenere che le caratteristiche e l’utilità dell’acqua non consentono l’assoggettamento della risorsa idrica ad un regime di gestione privatistica. Ecco perché chiediamo con forza che sia sancita la natura pubblica delle risorse idriche nella nostra regione e conseguentemente che sia affermata la gestione pubblica dell’acqua in Sicilia. Il tutto – aggiunge – non può e non deve rimanere solo una questione da affrontare nei palazzi politici e della pubblica amministrazione. E’ necessario far comprendere all’opinione pubblica la delicatezza del problema. E ciò può avvenire solo coinvolgendo i cittadini, in prima persone. Di qui la decisione di attivarci, partendo da S. Teresa di Riva, con una petizione di firme. Che vuole essere solo il punto di partenza di un cammino che si profila ancora lungo”.

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