Messina. Vicenda Ente Porto: disposta ricognizione tecnico-normativa a salvaguardia del patrimonio regionale

Il presidente della Regione Siciliana, on. Raffaele Lombardo, ha disposto una ricognizione tecnico-normativa per salvaguardare il patrimonio regionale impegnato nell’Ente Porto di Messina, a cura dell’ufficio legislativo e legale della regione, con il sostegno tecnico del servizio ispettivo della segreteria generale della presidenza.
Considerato che l’ingente valore dei beni demaniali e delle opere realizzate con finanziamenti regionali rientra nelle responsabilità di gestione della Regione Siciliana, il Presidente ha deciso di avviare una ricognizione per verificare la natura dei rapporti e del contenzioso tra Ente Porto e Autorità portuale di Messina. Parallelamente l’ufficio legislativo dovrà verificare la consistenza dei beni di proprietà dell’Ente porto, l’ammontare degli  investimenti e dei costi di gestione sostenuti,  i confini delle sue pertinenze e la coerenza ai confini delle previsioni del piano regolatore del porto di Messina. Parallelamente l’ufficio legislativo e legale e l’assessorato regionale all’economia avvieranno un monitoraggio dell’attività posta in essere dal Commissario straordinario dell’Ente porto.
L’avvio delle procedure di scioglimento dell’ente ha infatti evidenziato l’esistenza di beni materiali e immateriali riconducibili alla titolarità della Regione Siciliana: dal demanio regionale alle infrastrutture della stazione di degassifica, dal secondo bacino di carenaggio al “punto franco” identificato nell’area dell’Ente portuale dalla legge 191 del 1951 ad oggi inattuata.
Nella proiezione istituzionale del federalismo fiscale, la realizzazione del “punto franco” a Messina – attraverso il varo del decreto attuativo da parte del governo nazionale – rappresenta infatti un “presidio” autonomistico a cui è difficile rinunciare “per scelta”.
A fugare ogni dubbio sull’opportunità di un approfondimento dei temi che riguardano i beni di pertinenza dell’Ente Porto di Messina, è intervenuta – tra l’altro – una sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa, depositata proprio il 25 gennaio scorso: “I beni di pertinenza dell’Ente porto – afferma la sezione siciliana del Consiglio di Stato – non possono in nessun modo  essere considerati proprietà dell’Autorità portuale di Messina”.

 

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