Taormina. Turismo in crisi, ma c’è chi acquista i due più lussuosi alberghi della città. Cosa sta accadendo?

Giuseppe Monaco
TAORMINA- I tabulati dell’Azienda soggiorno e turismo segnano crisi. Parlano, per il 2009, di cali delle presenze superiori al 13 per cento, rispetto al 2008. I commercianti si lamentano per la flessione del giro d’affari. Tutti, imprecano, cercano responsabili e responsabilità. Questa è Taormina di questi tempi. Intanto, però, si susseguono le notizie di nuovi investitori che, a suon di milioni di euro, scommettono su Taormina ed il suo turismo. Ci sono operatori impegnati nella costruzione o nell’ammodernamento di strutture ricettive. Altri, andando per le vie brevi, hanno pensato di rilevare storiche e prestigiose “case”. Stando alle pratiche relative ai progetti PRUSST, in totale, potrebbero nascere altri 5000 posti letto. Una possibilità, quest’ultima, che però è nettamente contrastata dagli amministratori e dalle associazioni di categoria. Allora, cosa sta effettivamente accadendo? Taormina è in crisi o, invece, è al centro degli interessi di quanti credono nelle sue potenzialità? A questa domanda dovrebbero rispondere gli amministratori di Palazzo dei Giurati. A loro compete il compito di avviare indagini ed accertamenti. Ormai è diventato indispensabile capire. Capire come organizzare la città ed i suoi servizi anche  per sapere se è vero quanto, nelle scorse settimane, è stato detto da fonti autorevoli delle istituzioni, vale a dire che: “Taormina è al centro degli interessi della malavita organizzata”. Insomma è il caso di avviare un serio monitoraggio per mettere a nudo le potenzialità e la “qualità”  dell’economia cittadina. Proprio in quest’ ottica, solo pochi giorni fa, il presidente del Consiglio comunale, Eugenio Raneri, ha rispolverato una sua proposta, vecchia di un anno: “Organizziamo –dice- gli stati generali del turismo; mettiamoci tutti, amministratori, politici, imprenditori, attorno ad un tavolo per discutere, valutare, ricercare”. Per Raneri, quindi, è tempo di riflettere, di programmare, di trovare ampie intese. La proposta, a quanto pare, non è stata accolta con entusiasmo. Oltre che il presidente del Consiglio, nessun altro, pare, avere voglia di mettersi a studiare. Almeno nella maniera proposta da Raneri. Forse, ma non si hanno notizie certe; di studi di settore parlano all’interno delle loro organizzazioni, albergatori, commercianti, sindacati. A palazzo dei Giurati è silenzio…istituzionale. Non si avvertono fremiti. Notati solo cenni di frizione, tra Comune e Regione (su base esclusivamente politica), proprio nel momento in cui si è tornato a parlare di porto turistico. Silenzio, pure, sul campo da golf che dovrebbe nascere nella frazione Trappitello. Solo durante le riunioni consiliari qualcuno, a proposito di turismo, avanza proposte senza fondamenta, si lascia andare a critiche. In questa maniera, però, la situazione (grave stando ai numeri dell’AAST) rischia di diventare tragica. Ne sanno già qualcosa i tanti lavoratori che, nel corso dell’anno passato, hanno visto decurtati i giorni d’occupazione. I dipendenti a tempo pieno sono stati licenziati per poi essere ingaggiati contratti a tempo determinato. Di questi fatti dovrebbero discutere amministratori ed addetti ai lavori. Invece no. Tutti, però, si dichiarano contenti e felici se la società Orient Express ha deciso di acquistare due dei più prestigiosi hotel cittadini. Qualcuno si è chiesto perché ciò avviene? Sinora no. Eppure il futuro di Taormina passa da questi fatti: dalla constatazione che il numero delle presenze in albergo continuano a diminuire mentre quello dei vacanzieri ad aumentare e dalla realtà che sempre nuovi gruppi imprenditoriali scelgono Taormina per effettuare nuovi investimenti. Che sta accadendo? Per saperne di più, quasi sicuramente, potrebbe essere utile, se non indispensabile, indire gli stati generali. Per non essere impreparati e, quindi, perdenti.

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