ALLUVIONE DI MESSINA. I MORTI DIMENTICATI E L’INDIFFERENZA DEI MEDIA

In questi giorni che hanno preceduto il Natale ho avuto modo di leggere e vedere sui media nazionali il ”ricordo” del terremoto in Abruzzo. Pagine intere, programmi, dirette. Un modo per non dimenticare una tragedia che ha sconvolto la vita di migliaia di persone. Giusto ricordare l’Abruzzo. Ma altrettanta attenzione non è stata dedicata da giornali e tv nordisti per la devastante alluvione di Messina del 1. ottobre: 37 morti, decine di feriti, 1600 sfollati. Sarebbe stato sufficiente un cenno di solidarietà per farli sentire meno soli e alleviare il dolore di padri e madri i cui bambini sono scomparsi nel fango. E, invece, non è stato così. E chi poteva e doveva non l’ha fatto, dimostrando insensibilità, disinteresse. Perché sulla stampa che conta magari si preferisce riempire pagine per attenzionare morbosamente vicende di basso profilo umano e sociale. Speravamo, che il Natale fosse stato occasione per dare un segnale agli ”italiani-siciliani, brutti, sporchi e cattivi” come da più parti ci voglion fare apparire. E visto l’atteggimento di distacco che hanno dimostrato i media, non ci resta che piangere e ricordare noi i morti in questa Terra meravigliosa ma tanto trascurata e calpestata ormai da tempo, troppo tempo. E questo Natale, con una tragedia che ha segnato e sconvolto migliaia di persone, ci saremmo aspettati un ”segno” in più. Probabilmente se ci fosse stata una strage di mafia giornali e tv avrebbero avuto l’occasione per vendere qualche copia in più e far aumentare gli ascolt tvi. Così non è stato. Ed allora noi continueremo a piangere i nostri morti. Trentanove appena. Se fossero stati di più magari qualche ”pensierino” i mezzi di comunicazione, quelli dell’opulento Nord, ce lo avrebbero dedicato.

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