Taormina. Isolabella rischia un ”attacco” che potrebbe snaturare la sua caratteristica di Riserva naturale!

Giuseppe Monaco
TAORMINA – L’Isolabella di Taormina potrebbe subire, a breve scadenza, un vero e proprio “attacco” capace di snaturare la sua caratteristica di Riserva Naturalistica, di importante bene culturale.  La Regione ha, infatti (per certi versi, si può dire: finalmente), elaborato un progetto capace di determinare un piano di utilizzo dell’Isolabella di Taormina. Ha stanziato un milione trecentomila. La cifra dovrebbe essere impegnata per rendere agibile la villa che la famiglia Bosurgi (ultima proprietaria del sito) aveva fatto costruire nella parte alta dello “scoglio dell’amore”. Nessuna altra somma è stata prevista per la baia e la piccola porzione di terra ferma che è stata dichiarata Riserva Orientata. Secondo quanto prevede il progetto illustrato recentemente dall’assessore ai Beni Culturali, Lino Leanza, la struttura sarà divisa in due parti: una da dedicare a Museo Naturale ed un’altra, quella più panoramica, sarà, invece, trasformata in un appartamento di lusso, in una sorta di suite che la Regione potrebbe mettere a disposizione degli “ospiti illustri della Sicilia” ed. eventualmente, delle strar e dei vip che parteciperanno al Festival del cinema di Taormina. Scelte, sulla carta, paiono eccellenti anche perchè hanno un loro indiscutibile fascino. Solo che, a prima vista, il progetto appare di difficile attuazione. Esistono, infatti, delle condizioni che fanno pensare che museo e foresteria non possono essere realizzati. Esiste, per esempio, una norma che”vieta” la realizzazione di musei in aree che non possono essere raggiunte facilmente dai potenziali utenti. La norma tiene conto della necessità che i visitatori debbono essere messi nelle condizioni di accedere in maniera agevole. L’Isolabella, come tutti sanno, è, invece “lontana” dalla rete stradale locale. Si può raggiungere solo seguendo a piedi un non agevole percorso e transitando da aree che sono state date in concessione ad operatori turistici. Una situazione che pone impedimento, soprattutto, per la fruizione della villa come dependance. Arrivare in cima allo scoglio, infatti, vuol dire percorrere almeno un chilometro a piedi e compiere una vera e propria scalata. Chi può immaginare, quindi, di vedere un capo di Stato, un magnate, un grande industriale (insieme ai loro staff ed accompagnatori) accetti si trasformarsi in un naturalista incallito pur di arrivare sino alla sommità dell’isolotto taorminese? Pare difficile che persone abituate a muoversi in una certa maniera, con tutti i confort possibili e, per di più, quasi sempre avanti negli anni, possano accettare una simile sistemazione. Tranne che… Tranne che nel progetto di oltre un milione di euro non siano previste opere capaci di avvicinare l’isola alla terra ferma. Opere che, in ogni caso, finirebbero per alterare lo stato delle cose e snaturare un bene naturalistico di grandissimo valore. Nessuno vuol credere che i progettisti della Regione abbiano pensato di  distruggere un sito che rappresenta uno dei principali simboli di Taormina e della Sicilia. Impossibile credere ( o no?) che si vogliano realizzare strade e stradine, passerebbe, scale mobili o cose del genere per consentire a visitatori e vip di raggiungere l’ex villa Bosurgi in maniera veloce e agevole. Ecco perché il programma dell’assessore Leanza andrebbe, almeno, presentato in maniera ufficiale agli amministratori cittadini, al Consiglio comunale, alle forze politiche alle rappresentanze delle associazioni ambientaliste. Non è possibile, infatti, accettare che la Regione intervenga in una maniera che, a prima vista, appare pesante all’interno di un bene che è sicuramente estremamente delicato, è un pezzo di natura da difendere in maniera decisa. Per la dependance della Regione, l’assessore Leanza potrebbe guardare, invece, a Palazzo Ciampoli (da anni in disuso) che si trova al centro di Taormina e che ha tutte le caratteristiche per diventare una “foresteria” di grande prestigio.

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