Messina. Il ”no” del Governo alle risorse per gli alluvionati: il senatore Gianpiero D’Alia (Udc) ”bacchetta” il suo collega e conterraneo Domenico Nania (Pdl)

MESSINA – “Voglio dire al collega Nania che la mia storia personale e politica non è segnata né da iniziative solitarie né da iniziative propagandistiche. Io provengo da un partito, la Democrazia Cristiana, che ha insegnato la cultura di governo a tante generazioni compresa la sua”. Risponde così il presidente dei senatori Udc, il messinese Gianpiero D’Alia, alla nota del senatore di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) Domenico Nania sulla mancata assegnazione delle risorse da destinare ai comuni alluvionati della provincia di Messina. Prosegue D’Alia: “Per quanto riguarda l’emendamento sui 100 milioni di euro – funzionali a assicurare al territorio messinese la rapida uscita dall’emergenza – è noto che:
1)   ancora oggi i 60 milioni di euro che dovevano essere assicurati a Messina e Scaletta Zanclea dallo Stato e dalla Regione Siciliana non sono arrivati;
2)   il Ministro dell’Ambiente non è coinvolto nella preliminare opera di rientro dall’emergenza della quale si fa carico, in via esclusiva, la protezione civile;
3)   i ‘famosi’  400 milioni dovranno essere stanziati dal Ministro dell’Ambiente solo a seguito della preliminare definizione delle priorità degli intereventi su tutto il territorio nazionale;
4)   i soldi, se e quando verranno stanziati, non potranno riguardare l’uscita dall’emergenza  ma interventi di medio e lungo periodo sulla scorta di progetti esecutivi immediatamente cantierabili.
Ad oggi – prosegue D’Alia – siamo solo alle chiacchiere ma visto che io faccio solo propaganda e sono solitario, informo il senatore Nania che ho presentato richiesta di audizione urgente del sottosegretario Bertolaso affinché chiarisca in Parlamento cosa si è fatto, cosa si sta facendo e cosa si farà per gli alluvionati e per i territori colpiti dal disastro dell’ottobre scorso. Ricordo – conclude D’Alia – al collega Nania che io non ho polemizzato né col governo né con i colleghi parlamentari di maggioranza a differenza sua che, emerso da un lungo torpore sulla vicenda messinese, si permette di dare lezioni dimenticando che tra i firmatari dell’emendamento ci sono anche i senatori del movimento per l’autonomia il cui leader, nella qualità di presidente della regione siciliana, è commissario di governo per gli alluvionati. Mai come in questo caso vale la massima “excusatio non petita accusatio manifesta”.

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