Messina. Il consigliere provinciale Giuseppe Lombardo: ”Rischiamo di perdere 15 milioni dei fondi Fers per potenziamento piano viabilità”

MESSINA – Il consigliere provinciale,  del Mpa, Giuseppe Lombardo,  dopo il Consiglio provinciale di mercoledì scorso sulla mozione del ”Piano Strade”, ha diffuso un comunicato stampa:: “In Consiglio provinciale si continua ad impegnare gli altri enti, dalla Regione siciliana alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, senza più guardare in casa propria. Anche se è vero che manca ancora la copertura finanziaria della seconda e terza annualità è anche vero che, a distanza di più di un anno dall’approvazione del Piano per gli interventi di ammodernamento e potenziamento della viabilità secondaria nelle regioni Sicilia e Calabria, ancora non sono state espletate tutte le gare ed, inoltre, si rischiano di perdere oltre 15 milioni di euro dei fondi FESR. Siamo arrivati, grazie alla negligenza di qualche ufficio, alla quarta versione del Piano. Probabilmente siamo l’unica Provincia in Sicilia ad aver rimodulato il piano per ben quattro volte. Inoltre, sulla prima annualità dei fondi ministeriali della legge n. 296/06 art. c 1152 finanziaria 2007 che prevede una programmazione per la provincia di Messina, di 53.014.086 di euro, allo stato attuale sono state appaltate opere per soli 18.398.988 di euro, pari a circa il 35% del finanziamento della prima annualità;” – sottolinea Lombardo – “ma la situazione più grave è che l’assessore Pasquale Monea, convocato nella III Commissione, non ha dato certezza sui tempi della rimodulazione del Piano per scongiurare il rischio della perdita di parecchie risorse e non ha dato spiegazione sul ritardo dell’avvio delle procedure per l’espletamento delle gare d’appalto da parte dell’UREGA della provincia di Messina, che riguardano lavori per importi a base d’asta superiori a 1.250.000 euro. Adesso è arrivato il momento” – conclude il consigliere Lombardo – “di fare una seria riflessione interna sulla gestione del Piano e qualche mozione o dichiarazione di meno in Consiglio”.

 

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