Crisi alla Regione. Il presidente Lombardo: ”Le condizioni per andare avanti ci sono” ma non tralascia di scaricare le colpe al Pdl

PALERMO –  “Se ci sono le condizioni, come io credo che ci siano, andremo avanti con quanti mettono al primo posto gli interessi della Sicilia” .E’ quello che dice il presidente della Regione, Raffaele Lombardo-  “E’ evidente che si è aperta una crisi politica. Il Pdl ha usato strumentalmente – ha aggiunto Lombardo – il voto contrario insieme al Pd sul Dpef, sebbene il documento fosse stato condiviso e approvato dai suoi assessori in giunta. Con ciò si è assunto la responsabilità di un vero e proprio ribaltone”. 
  “Avvio – ha proseguito Lombardo – una verifica per accertare la sussistenza delle condizioni che permettano di assicurare alla Sicilia un Governo che – ripeto – possa garantire una azione di risanamento e di liberazione dal marciume, dai saccheggi e dagli sprechi”.
 Il presidente ha poi così concluso: “Intanto, ritengo opportuno che venga sottratto il rendiconto e l’assestamento tecnico, attualmente giacenti in Aula, al clima di confusione e aggressione che potrebbe arrecare danni irreversibili alla Sicilia. La giunta si riunirà esclusivamente per adottare i provvedimenti urgenti”.

L’ASSESSORE BUFARDECI: NO AD ELEZIONI ANTICIPATE.  Per la risoluzione della crisi del governo regionale, causata dallo stop  del Dpef a Sala d’ Ercole, l’assessore Titti Bufardeci fissa una scaletta di priorità. “Primo di tutto  si tenga conto dell’interesse della Sicilia e dei siciliani. E’ ripartita la spesa, siamo in una fase virtuosa di start up per la programmazione comunitaria e abbiamo avviato una stagione di riforme, dalla sanità al riordino della pubblica amministrazione. Uno scenario segnato da elezioni anticipate non gioverebbe in alcun modo alla Sicilia. E’ il momento di assumersi delle forti e concrete responsabilità. Stiamo affrontando una congiuntura economica negativa che sembra proprio la tempesta perfetta. Per Bufardeci i nodi e le contraddizioni di queste settimane si dovranno sciogliere  con “la ricomposizione del quadro politico originario, ripartendo dalla coalizione che ha vinto le elezioni, dialogando perciò con l’intero schieramento del Pdl e con l’Udc”. Ma in ogni caso, se non si dovesse raggiungere un intesa concreta, “è necessario un appello a tutti i parlamentari regionali. Fuori dagli schemi di partito, fuori dalle logiche romane di appartenenza, ognuno di noi è chiamato a fare una scelta in nome della Sicilia e dei suoi interessi. In questo caso, sarà utile e necessario stilare un patto costituente per un nuovo governo che sappia portare avanti le riforme, sia quelle in parte compiute, sia quelle soltanto delineate”.

Leave a Response