“Salviamo Itala”, l’ultimo appello alle istituzioni dopo l’alluvione

Carmelo Caspanello

ITALA – “Salviamo Itala”. E’ l’ultimo appello degli italesi che dopo l’alluvione del 1° ottobre vivono tra mille disagi e si sentono abbandonati. Gente che ha dato vita ad un Comitato (“Salviamo Itala”) per interagire con gli amministratori, a partire da quelli comunali. Per capire innanzitutto quale sarà il proprio futuro. Il futuro dei 152 sfollati di questo piccolo paese (attaccato a Scaletta, dove si sono contati i morti e si cercano ancora i dispersi), di chi non è stato evacuato ma attende la messa in sicurezza del territorio, di chi non ha più un lavoro; di chi ha subìto danni ingenti o chi con il commercio in questa terra martoriata non riesce più a campare. I cittadini si sono ritrovati nella chiesa di S. Giacomo. L’incontro, che ha fatto registrare un’adesione massiccia, è stato promosso dal farmacista Antonio Scalone. Gli italesi vogliono diventare “parte attiva” al fianco di chi li amministra. Alla riunione sono intervenuti anche il sindaco, Antonio Miceli e il presidente del Consiglio comunale Carmine Berlinghieri. Ma è stato detto che “il Comitato deve essere una forza della gente, fuori dagli schemi della politica”. Il movimento è ancora alla fase embrionale. “Queste persone – dice senza mezzi termini Berlinghieri – hanno bisogno di risposte concrete e ciò lo dimostra la loro presenza numerosa all’iniziativa. L’importante – prosegue – è che non prevalgano i personalismi sull’interesse collettivo”. Anche gli amministratori comunali, dal canto loro, continuano a lanciare appelli “per chiedere interventi e soluzioni urgenti”. Il vicesindaco, Salvatore Cacciola, ha scritto al presidente della Regione, Raffaele Lombardo, all’assessore regionale alla Cooperazione ed al presidente del Consiglio Berlusconi. “Sono state date poche risposte e non ancora precise  – spiega Cacciola – a persone che rischiano la disfatta lavorativa e gravi insofferenze familiari. Chiediamo attenzione per una popolazione attanagliata da problematiche che denunciamo da anni. Parliamo di concittadini che hanno visto diminuire la qualità della vita in seguito ad alluvioni, frane e rischi idrogeologici che in più occasioni hanno portato al blocco dell’unica via di comunicazione (la Statale 114). Disagi – taglia corto Cacciola – che hanno reso e continuano a rendere sterile l’attività economica per lunghi periodi. Il Commercio, qui, non ha più un’immagine: non viene più nessuno”.

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