Maltempo. Una strage di innocenti la cui unica colpa è stata quella di vivere in una Terra mortificata

Morte e distruzione. E tante lacrime in provincia di Messina. A due giorni dalla catastrofe a Scaletta  Zanclea e Giampilieri c’è solo il silenzio rotto dall’assordante rumore degli escavatori Un giorno che verrà ricordato dalle future generazioni. Da più parti si sostiene che si è trattato di un evento prevedibile perché i segnali c’erano stati. Il 25 ottobre del 2007 e lo scorso anno quando i paesi rivieraschi rimasero isolati per frane a Capo Scaletta e Capo Alì. E sempre nel 2007, come vediamo nelle immagini, Alì Terme venne sommersa da acqua e fango. Quando tutto poi ritornò alla normalità, si fa per dire, iniziarono le solite passerelle politiche, fatte di riunioni e di incontri ai vari livelli. Si costituirono comitati spontanei di cittadini, che gridarono la loro rabbia. Promesse ne erano state fatte ma puntualmente non vennero mantenute. E adesso ci risiamo, con la differenza che stavolta si contano decine di morti, che hanno richiamato dalle nostre parti anche i media nazionali che nel 2007 ignorarono la gravità di quello che era successo. Ma da quel tempo non è cambiato nulla.Nessuno ha mosso un dito per risolvere definitivamente i problemi idrogeologici di un territorio ad alto rischio. Ed ora a chi addossare la responsabilità di questa tragedia se non alla casta politica, buona solo a bleffare. E a chi addossare il peso morale se non sempre ai politici, che si portano sulla coscienza una strage che poteva essere evitata. C’è solo da chiedersi quanti sono coloro che non potranno più dormire sonni tranquilli. Una pagina drammatica insomma alla quale si devono dare delle risposte; un pagina di vergogna e di irresponsabilità ai vari livelli istituzionali.

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