A Scaletta e Giampilieri si scava tra fango e detriti. Nelle operazioni di soccorso impegnati oltre mille uomini. La rabbia e il dolore dei superstiti

MESSINA – A quasi 48 ore dall’alluvione che ha investito la zona sud di Messina portando distruzione e morte si continua a scavare nelle zone colpite, una fascia di 3 km e mezzo che comprende Briga Marina, Giampilieri e Scaletta Zanclea. Restano isolate le frazioni di Molino e Altavia che si trovano sopra Giampilieri, così come le frazioni di Scaletta Superiore e Guidomandri Superiore, a Scaletta Zanclea. Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari hanno raggiunto le località isolate per portare cibo e acqua e quanto necessario. A Molino e Altolia vivono 500 persone, per raggiungerli è stato necessario percorrere circa 14 chilometri a piedi.
Il bilancio della vittime parla al momento di 21 morti e una quarantina di dispersi. Oltre un centinaio i feriti, trenta le persone ricoverate in ospedale. 400 gli sfollati. Nella notte è stata completata l’evacuazione di Giampilieri: 435 persone che si erano rifugiate nella scuola elementare del paese sono state trasferite con degli autobus in alcuni alberghi a Messina. All’alba si è ripreso a scavare nel fango, perchè nel paese vi sarebbero almeno altre due persone, due fratelli, che risultano dispersi. Anche per l’abitato di Briga Superiore, così come per Giampilieri Superiore, il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, ha disposto l’evacuazione.

Nei centri colpiti dall’alluvione i disagi vengono accentuati dalla mancanza di energia elettrica e acqua. Il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, ha spiegato questa mattina in conferenza stampa che le strade per raggiungere le frazioni di Molino e Altalia sono “sbriciolate” e passerà tempo prima di poterle ripristinare. “Sono ancora forti i rischi – ha continuato – per cui dobbiamo agire con estrema prudenza per evitare di aggiungere vittime a vittime”.
Intanto è saltata la visita, prevista per oggi, del premier Silvio Berlusconi. Probabile che il presidente del Consiglio venga a Messina domani, ma solo per un incontro in Prefettura. Bertolaso non ha infatti dato il via libera al premier per recarsi nei luoghi alluvionati.
Il Capo della protezione civile ha poi snocciolato i numeri dell’intervento. Centocinquanta i mezzi di Vigili del Fuoco, esercito e protezione civile impegnati. Oltre 1100 le unità di personale tra Esercito, Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Forze dell’Ordine, impegnate nelle operazioni.
Si scava ancora anche a Scaletta Zanclea. Secondo il sindaco Mario Briguglio, vi sarebbero ancora sotto le macerie del paese sei persone, tutti cittadini abitanti che si trovavano in casa quando è arrivata l’ondata di fango, mentre sono sei i cadaveri che sono già stati estratti dalle case. Le ruspe scavano in via Roma per cercare i corpi delle persone che mancano all’appello e nel frattempo spostano fango e detriti. Sulla costa i sommozzatori dei vigili del fuoco imbrigliano, con enormi cavi, le automobili che la fiumana d’acqua e fango, l’altro ieri, ha scaraventato fin sulla battigia. Si cercano anche i mare i corpi di altri dispersi. E’ stata segnalata la presenza di sciacalli nei pressi delle case abbandonate. I carabinieri hanno organizzato delle ronde lungo la strada ferrata e hanno identificato alcune persone. Sempre a Scaletta, i vigili del fuoco avvertono che alcuni edifici sono pericolanti e potrebbero cedere da un momento all’altro.
Intanto si procede all’identificazione delle vittime. Simone Neri, 28 anni, a Giampilieri aveva salvato numerose persone prima di essere travolto dal fango. La sua è stata una fine da eroe. Colpiti dalla stessa frana Letterio Maugeri, 60 anni, e Giuseppe Tonante, 76 anni; Concetta Cannistraci, 71 anni di Scaletta Zanclea è morta nel crollo di una palazzina; assieme a lei si trovava la badante rumena Monica Balascuia, che ha tentato invano di portarla in salvo. Santina Porcino, 42 anni, ha condiviso la stessa sorte; il corpo di Carmela Oliveri, 47 anni, è stato ripescato in mare da una motovedetta dei vigili del fuoco; Pasquale Bruno, 40 anni, si trovava nella piazza di Giampilieri quando è stato investito dal fiume di fango e detriti; Francesco De Luca, 70 anni, è annegato nello scantinato della sua casa rurale di Giampilieri; Roberto Carullo, 50 anni, di Forza D’Agrò, sovrintendente della Polizia ferroviaria, è stato travolto da un torrente mentre guidava l’auto; Martino Scibilia, 80 anni, pensionato è stato recuperato a Scaletta Zanclea; Agnese Falgetano, 44 anni, è morta nella sua casa a Briga superiore; Onofrio Sturiale, 26 anni, è stato travolto da una frana tra Scaletta e Giampilieri; Salvatore Scionti, 74 anni, di Giampilieri, abitava con la famiglia della figlia, Maria Letizia, anch’essa tra le vittime; Il corpo di Santi Bellomo è stato trovato a Scaletta Zanclea, così come quello di Carmelina Barbera. Risulta, invece, ancora dispersa Ketty De Francesco, 30 anni, il cui nome era stato inserito ieri tra quelli delle vittime.

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