Messina. Sarà liquidato l’Ente Porto. L’assessore regionale Venturi: “Finalmente chiude un organismo inutile”

MESSINA – L’Ente Autonomo Portuale di Messina sarà liquidato. Il procedimento si è concluso e l’assessore all’Industria, Marco Venturi, ha proposto alla giunta di governo di adottare la delibera con la quale l’Ente Porto di Messina venga formalmente posto in liquidazione. Contestualmente il titolare dell’Industria ha designato il commissario liquidatore, l’avvocato Francesco Panepinto, attuale presidente della Camera Civile degli avvocati di Caltanissetta.  Dovrà essere la Giunta di governo, con apposita delibera, a porre formalmente l’Ente Porto di Messina in liquidazione, nominando contestualmente il commissario liquidatore.
“Finalmente un organismo inutile  – afferma l’assessore – servito solo a pagare consulenze e gli emolumenti degli amministratori sarà chiuso. Dal 1951 questo ente fantasma, nato per gestire una zona franca nel porto di Messina mai in vigore, ha percepito finanziamenti da parte della Regione destinati a pagare lo stipendio ad una sola dipendente di ruolo e i gettoni dei 9 amministratori e dei 4 sindaci. Uno spreco di risorse inconcepibile oggi più che mai per le casse asfittiche dell’amministrazione regionale”.
L’ultimo trasferimento (225.000 euro come contributo della Regione) è stato fatto a Luglio 2009 per coprire le spese del 2008: il consiglio tra gettoni di presenza e indennità percepisce ogni anno 130 mila euro, i restanti 45 mila sono stati utilizzati per studi e consulenze.
“Mi sembra un provvedimento non più rinviabile per un vero e proprio ‘Ente fantasma’ – prosegue Venturi  – su cui si era concentrata anche la stampa nazionale. E d’altronde l’Ente autonomo portuale di Messina è soltanto uno stipendificio, che non produce nulla ed è anzi solo un costo per la Regione, rappresentato dalle spese dei gettoni dei nove consiglieri, cui vanno 555 euro lordi al mese, del presidente (1700 euro al mese) e del suo vice (850 euro)”.
L’inutilità dell’Ente autonomo portuale di Messina diventa palese a partire dal ‘94, anno in cui vengono create le Autorità Portuali, titolari delle competenze e delle responsabilità sui porti.
L’assessore Venturi ha dato nuovo vigore alla pratica, avviata nel 2008 anche su impulso di Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia: il governo Lombardo nella seduta del 22 Maggio 2009 ha deciso di accelerare le pratiche di scioglimento dell’ente affidando la procedura a un dirigente regionale, Nicola Tarantino. “In un momento di forte crisi economica e finanziaria che ha riflessi negativi nel mondo della produzione, con piccole e medie imprese che stanno chiudendo mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro, il Governo Regionale non può permettersi – conclude Venturi – di sprecare denaro pubblico mantenendo in piedi enti improduttivi utili solo alle clientele politiche. La Sicilia ha bisogno di scelte coraggiose, anche impopolari. Questo governo vuole eliminare gli sprechi definendo un progetto strategico di sviluppo e una programmazione orientata alla crescita e alla competitività”.

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