La morte del giovane Filippo Li Gambi: ”non è riconducibile alla presunta chiusura della sala operatoria”

PALERMO – “La morte del giovane Filippo Li Gambi non è in alcun modo riconducibile alla riforma sanitaria regionale né alla presunta chiusura della sala operatoria di Mazzarino, peraltro mai disposta”.
E’ quanto viene ribadito nella relazione consegnata oggi da alcuni funzionari dell’assessorato alla commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari, che è arrivata oggi in provincia di Caltanissetta.
A questo proposito, si segnala che primario di chirurgia all’ospedale “Santo Stefano” di Mazzarino, Antonio Tirrò, ha categoricamente smentito alcune affermazioni pubblicate sulla stampa subito dopo la tragedia del 21 agosto e ha sostenuto che: “Non ho mai parlato di sale operatorie o chirurgia chiusa. La chirurgia è stata sempre operativa ed ha semplicemente rimodulato l’offerta delle prestazioni erogate a causa di contrazioni di organico. I servizi di gestione dell’emergenza urgenza – prosegue Tirrò nella sua smentita – sono sempre stati garantiti, tant’è che quella notte sono stati espletati, dal chirurgo presente e chiamato in pronta disponibilità, tutti i trattamenti che la tipologia della struttura consentiva di erogare. A proposito del personale in ferie – conclude Tirrò – questo è ininfluente perché rientra in un normale turn over ospedaliero, senza intaccare minimamente i turni di continuità regolarmente coperti”.
Dall’assessorato si fa rilevare che non è mai stato disposto alcun taglio al personale in servizio al “Santo Stefano di Mazzarino” e che, anzi, sono state autorizzate tutte le richieste di proroga di incarichi a tempo determinato avanzate dall’azienda in data 14 maggio e 17 giugno 2009.  Con decreto assessoriale del 17 luglio 2009, oltretutto, l’assessore Russo aveva autorizzato i manager delle aziende a prorogare o rinnovare fino al 31 ottobre 2009 tutti gli incarichi in scadenza, allo scopo di assicurare la regolare assistenza sanitaria ai cittadini.
L’assessorato regionale alla Sanità ribadisce, inoltre, che lo scorso luglio era stata immediatamente disposta la revoca della delibera con cui il direttore generale dell’Ausl 2 Failla, allora in carica, aveva disposto la chiusura del presidio ospedaliero di Mazzarino, in evidente violazione della necessità di garantire la continuità dell’assistenza sanitaria con l’apertura di  nuovi servizi territoriali, già indicati come obiettivo prioritari, in numerose direttive dell’assessore regionale Massimo Russo. Proprio per la gravità di quell’atto deliberativo, che aveva scatenato le comprensibili proteste della comunità di Mazzarino, il manager era stato sospeso dall’incarico.
 Il documento consegnato oggi dagli ispettori, che ricostruisce minuziosamente la cronologia di quanto accaduto la sera tra il 20 e il 21 agosto, sottolinea che “non risulta chiara l’esatta cronologia e sequenzialità degli interventi e delle manovra assistenziali poste in essere al “Sant’Elia” di Caltanissetta, peraltro descritti in modo approssimativo e incompleto”.
La relazione precisa che il paziente è giunto al “Sant’Elia di Caltanissetta” in condizioni stabili con una pressione arteriosa di 90/55 e che nell’area di emergenza sono state effettuate le consulenze rianimatoria, ortopedica e chirurgo-vascolare, sono state prescritte indagini di laboratorio e diagnostiche, instaurata una terapia infusiva orientata a supportare il circolo ematico ed eseguita l’intubazione oro tracheale per procedere all’assistenza ventilatoria manuale.
La relazione contiene anche un’analisi delle criticità e delle azioni di miglioramento che saranno adottate, in linea con quanto previsto dalla legge di riforma del sistema sanitario e con il decreto di rimodulazione della rete ospedaliera: fra queste il miglioramento e il potenziamento del 118 anche con l’avvio di adeguati percorsi formativi per gli operatori, con la informatizzazione del servizio che sarà pronta entro ottobre e l’implementazione delle aree di elisoccorso.

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