Furci. Il consigliere Riganello lascia la maggioranza

FURCI – Il Consiglio Comunale di ieri convocato per la surroga del Consigliere dimissionario Tino Vinci con il primo dei non eletti Pinuccio Saitta ha suscitato non poche sorprese nel corso del suo svolgimento.
Dopo l’elezione del nuovo vice-presidente, Carmelo Moschella, votato all’unanimità tra gli applausi e fortemente voluto soprattutto dalla minoranza consiliare, la maggiore sorpresa è stata la dichiarazione del Consigliere dell’Udc Riganello di voler uscire dalla maggioranza rendendosi indipendente. “Il mio impegno politico sino ad oggi non e’ stato soddisfacente nell’interesse collettivo – ha dichiarato  Ivan Riganello – a causa di un sistema politico che non condivido e in cui non mi riconosco, e che soprattutto non mi vuole più vedere complice di un’attività politica imperniata sull’odio, sui rancori, sulla mancanza di collaborazione e programmazione”. “Mi dichiaro – ha continuato Riganello – da subito pronto ed a disposizione di chiunque voglia affrontare seriamente e concretamente, senza perdersi in inutili chiacchiere di piazza, i problemi del paese”. “Questa mia presa di posizione – ha concluso Riganello – deve essere interpretata come un messaggio forte, per tutti i consiglieri comunali che come me hanno voglia di spendersi per i propri cittadini”.
Il passaggio a consigliere indipendente è stato colto con favore dalla minoranza consiliare e dall’esecutivo. “Non posso che esprimere piena soddisfazione – ha dichiarato l’assessore Francesco Rigano – “per la decisione assunta dal consigliere Riganello, giovane pieno di iniziativa e voglia di fare sino ad oggi sopita dagli schemi di una maggioranza soffocante e poco propositiva e per la nomina a vice-presidente del Consiglio proposta con dichiarazione di voto dal capogruppo della minoranza, e avallata anche dalla maggioranza, a favore di Carmelo Moschella, persona equilibrata e degna di massimo rispetto. Si tratta di due consiglieri – ha concluso Rigano – accomunati dal desiderio di abbandonare i rancori del passato per lavorare proficuamente solo per il bene della nostra comunità”.
Il capogruppo di minoranza Francesco Crinò, prima che si concludesse il consiglio ha messo in discussione la figura del presidente Sebastiano Foti che “in meno di dieci giorni ha perso due consiglieri, dimostrando così non solo la precarietà del proprio gruppo, ma soprattutto l’inadeguatezza a garantire il consiglio nella sua interezza”. “Vogliamo un Presidente del Consiglio – ha detto Crinò – e non un presidente della lista Civiltà e Progresso”. 

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