Taormina, “Festa grande” in onore del Patrono

Giuseppe Monaco

TAORMINA- C’è molta attesa per la conclusione dei festeggiamenti solenni per il patrono della città, San Pancrazio. I fedeli attendono di poter “accompagnare” nelle loro chiese le statue di San Pietro e quella del Patrono. Tutto avverrà domani, 9 luglio, al termine di una serie di riti religiosi che si svolgeranno nella Basilica Cattedrale dove, attualmente, si trovano i due simulacri e di una processione che vedrà impegnati il centro storico della città e una parte della via Pirandello. In sostanza per la solenne ricorrenza sarà coinvolta quasi tutta Taormina. Il programma della manifestazione è possibile consultarlo sul sito del comune, www.comune.taormina.it. Quest’anno per San Pancrazio l’amministrazione comunale e la comunità religiosa, al termine di un acceso dibattito, hanno scelto di organizzare la “festa grande” che è iniziata, come vuole la tradizione taorminese, lo scorso 29 giugno, in coincidenza con i festeggiamenti di San Pietro. Qualcuno ha rilevato che la comunità religiosa taorminese non ha partecipato così come si pensava ai vari riti di preghiera e venerazione. Sinora l’attenzione si è riversata sulle manifestazioni esteriori. Le previsioni, quindi, fanno pensare che per la conclusione della festa sulle strade cittadine torneranno migliaia di cittadini. Un modo, anche questo, per onorare il patrono ma anche per partecipare ad un rito che ha molti caratteri profani e folkloristici.  Domani comunque, per Taormina è una ricorrenza del tutto particolare che resterà scritta nella storia cittadina per sempre. La mattina della festa del patrono di 66 anni fa (1943), durante la seconda guerra mondiale, aerei anglo-americani bombardarono la zona sud di Taormina. Un’operazione che, stando a quanto si è appreso a seguito di studi storici, fu organizzata per colpire i saloni dell’albergo San Domenico, dove i tedeschi avevano sistemato il comando generale per le operazioni militari nel nord Africa. Il bombardamento arrivò, però, in ritardo: i tedeschi da qualche giorno, infatti, avevano smantellato le loro apparecchiature. Di conseguenza gli aerei con i loro carichi micidiali provocarono solo distruzione e morte. Il 9 luglio del 1943 persero la vita, si può dire inutilmente, poco meno di 130 taorminesi. Morirono anche alcune decine di militari tedeschi che erano rimasti a Taormina per garantire alcuni servizi logistici. Le bombe, inoltre, rasero al suolo un intero quartiere, quello a ridosso di Porta Catania, e danneggiarono gravemente il San Domenico. Si dice che solo per caso o per un calcolo errato dei piloti dei bombardieri le bombe non finirono anche sui ruderi del Teatro Antico, dove si trovava una postazione di avvistamento dell’esercito italiano. La festa per il patrono, quindi, per i taorminesi riveste caratteri del tutto speciali che vedono insieme fede e religione, storia e tradizione, ricordi di un giorno estremamente tragico. Anche quest’anno il sindaco della città, nella mattinata, con una semplice cerimonia renderà omaggio ai morti del bombardamento. Porrà corone d’alloro nella stele posta in piazza S. Antonio e poi al monumento ai caduti, che si trova nel Giardino Pubblico, ed infine nell’ossuario del cimitero dove, per emergenza e per motivi di sicurezza sanitaria furono sepolti molti dei caduti. 

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