Messina. Carne suina, nessun allarmismo su influenza A

MESSINA – I cittadini possono continuare tranquillamente a consumare carne di maiale, piuttosto si devono guardare dalla cattiva informazione che distorce la realtà e provoca allarmismi ingiustificati in merito all’influenza suina.
Questo il significato dell’incontro svoltosi nell’Aula Magna dell’Università di Messina, organizzato congiuntamente dalle Facoltà di Medicina e Chirurgia e Medicina Veterinaria, coordinato dai presidi Emanuele Scribano e Vincenzo Chiofalo, alla presenza dell’Adiconsum di Messina (rappresentata da Giuseppe Abate) e di studenti e cittadini che hanno seguito con molta attenzione un evento di grande attualità.
Dagli interventi di qualificati esperti – il prof. Giuseppe Sturniolo, direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive del Policlinico Universitario, la prof. Maria Silvana Leonardi, docente dell’Unità Operativa di Virologia del Policlinico Universitario, il prof. Antonio Panebianco, docente di Ispezione degli alimenti di origine animale e la prof. Maria Foti, docente di Malattie infettive della Facoltà di Veterinaria – è emersa un messaggio di assoluta tranquillità, sia in riferimento al consumo di carne suina, considerati i rigorosi controlli che gli animali macellati in Sicilia, e più in generale in tutta l’Italia, devono subire prima di arrivare sulle tavole dei consumatori, sia perché i focolai accertati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono pochi, rispetto alla popolazione mondiale.
I relatori hanno spiegato che l’Università di Messina possiede tutte le competenze interdisciplinari per tenere sotto controllo il fenomeno, che a causa della cattiva informazione proveniente dai mass-media ha raggiunto livelli assolutamente ingiustificati, tali da provocare “effetti a cascata“ : dagli addetti ai lavoro, medici e veterinaria, fino al coinvolgimento della pressoché totalità dell’opinione pubblica mondiale, anche queste sono le conseguenze del processo di globalizzazione che non risparmia persone, animali e quant’altro va ad attirare l’attenzione, spesso rivolta al sensazionalismo, degli operatori della comunicazione.
I relatori hanno anche chiarito che, se a livello mondiale la situazione è sotto controllo, questo non sta a significare che si può abbassare la guardia : infatti il virus influenzale, come è normale per eventi di questo tipo, tende a mutare, la pandemia, cioè l’estensione dell’influenza in tutto il mondo è ormai un dato di fatto, l’OMS ha accertato quasi 10 mila casi di contagio di influenza A, nessuno in condizioni gravi, ma la paura ha implementato al massimo l’acquisto degli antivirali, con grande gaudio delle aziende produttrici, a vantaggio di una risalita dei titoli in borsa inusuale per questo periodo di crisi finanziaria.
E’ vero che il vaccino anti influenza A richiederà ancora del tempo, ma l’uso delle moderne tecnologie abbatterà i tempi di attesa, inoltre un grande aiuto potrà aversi dall’impiego dell’ingegneria genetica.
Come risposte immediate a livello locale, Scribano e Chiofalo hanno ribadito la totale disponibilità dell’Università di Messina a diffondere una corretta informazione alla cittadinanza messinese, attraverso i docenti specialisti delle materie con le rispettive strutture di riferimento e la disponibilità ad implementare il già solido legame esistente tra le Facoltà di Medicina e di Veterinaria, che si candidano ad essere i punti di riferimento più qualificati per il territorio siciliano e calabrese.
Per il futuro, inoltre, l’Università si impegnerà anche nel campo della formazione, puntamdo ad attivare corsi di studio, master e quant’altro necessario a creare nuove figure professionali in grado di fronteggiare emergenze di questo tipo.

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