S. Teresa. Raccolta differenziata, piano del Pd

S. TERESA – Un piano per avviare in modo serio la raccolta differenziata dei rifiuti nella cittadina jonica. Lo ha predisposto il Circolo del Partito Democratico che nei prossimi giorni, attraverso il segretario cittadino, Angelo Casablanca, lo consegnerà direttamente nella mani del sindaco, Alberto Morabito, e dei responsabili dell’Ato Me4. “Si tratta di un’iniziativa – spiega Casablanca – che fa parte di un percorso di “green economy” che il Pd di S. Teresa sta portando avanti da mesi e che va affiancata al piano energetico comunale e al piano di mobilità urbana già sottoposti all’esame dell’Amministrazione”. Il nuovo piano si articola su sei punti. Il Pd chiede, innanzitutto, il potenziamento del servizio di raccolta con la collocazione di nuovi contenitori per il vetro, plastica e carta, anche presso gli impianti sportivi, le scuole e gli uffici pubblici. Altro punto fondamentale, secondo il piano del Pd, è quello della sensibilizzazione dei cittadini. A tal proposito, sarà proposta l’istituzione di una giornata annuale per l’ambiente che coinvolga tutte le associazioni presenti sul territorio comunale. Al terzo punto figura la sperimentazione della raccolta porta a porta, un sistema – viene spiegato nel piano – che in tanti Comuni italiani ha dato risultati molto incoraggianti. Il Pd chiede, inoltre, l’apertura di un centro comunale di raccolta, cioè di un’area dove i cittadini potranno conferire i rifiuti in maniera differenziata.  Secondo il Partito Democratico un incentivo a questo tipo di raccolta potrebbe essere rappresentato da un “meccanismo di premialità”, sviluppato attraverso il rilascio di una carta provvista di chip elettronico che consenta ai cittadini di avere un risparmio effettivo sulla bolletta in base alla spazzatura conferita al centro di raccolta. Infine, il Pd chiede la “certificazione del processo di filiera dei materiali conferiti con la raccolta differenziata”. “In parole più semplici – conclude Casablanca – i cittadini devono avere la certezza che i materiali separati con la raccolta siano effettivamente riciclati e riutilizzati per la produzione di altri prodotti. Questo processo dovrà essere reso pubblico in maniera trasparente”.

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