S. Teresa di Riva, bagarre in aula sulle commissioni

Questa sera, 16 maggio, alle 21, 10 e a mazzanotte e domani alle 14 su Tele 90 l’intera seduta del Consiglio comunale, visibile anche sul nostro sito www.tele90.it

S. TERESA DI RIVA – I consiglieri comunali di minoranza non parteciperanno più ai lavori delle tre commissioni consiliari. L’eclatante forma di protesta è stata annunciata nel corso della seduta di giovedì sera, in seguito alla modifica dell’articolo 11 del regolamento del Consiglio votata dalla maggioranza, che prevede la nomina dei componenti con criterio proporzionale. “In virtù della maggioranza bulgara in seno al Consiglio comunale – ha sbottato il consigliere Danilo Lo Giudice – la minoranza non sarà più rappresentata nelle Commissioni come dovrebbe, anche in base al mandato elettorale”. Al momento sono previsti tre membri di maggioranza e due di opposizione. Con il nuovo criterio (considerato che la maggioranza conta 12 consiglieri su 15, grazie all’acquisto di Roberto Moschella e Vittorio Chillemi) saranno invece quattro e uno. Gli esponenti della minoranza (Danilo Lo Giudice, Fabio Palella ed Enzo Filoramo) hanno presentato un emendamento per evitare lo stravolgimento del rapporto maggioranza-opposizione nelle commissioni. Ma è stato bocciato dopo 10 minuti di sospensione dei lavori. In aula sono volate parole grosse. “Volete garantire il gettone di presenza a tutti i consiglieri di maggioranza…” ha tuonato Lo Giudice, suscitando l’indignazione del sindaco, Alberto Morabito e del consigliere Domenico Intersimone. Alla ripresa della seduta, Lo Giudice ha “chiarito” con gli interlocutori, che hanno accettato le “scuse”. Resta comunque il fatto che le commissioni saranno composte secondo il dettato della maggioranza e che la minoranza non parteciperà ai lavori. L’assemblea ha poi vagliato i primi tre articoli del nuovo Statuto, approdato in Consiglio dopo anni di travaglio, con i relativi emendamenti. Maggioranza e minoranza si sono divise sulla figura del delegato municipale presso la popolosa frazione di Misserio. La maggioranza, nella nuova Carta, ha previsto che “si può istituire”. La minoranza, invece, pretende che la figura sia prevista e basta, come nel vecchio Statuto. “Già le istituzioni sono lontane da quella borgata collinare – sostiene Lo Giudice – anche per il fatto che non vi è continuità territoriale. Non dare certezze, attraverso una figura istituzionale – ha concluso – penalizza quanti risiedono nella frazione ancora di più”. Alla fine è passata la versione del gruppo di maggioranza (“il delegato può essere istituito…”), con la defaillance del consigliere Roberto Moschella che ha votato contro la “dicitura” imposta dal suo gruppo.

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