FIUMEDINISI E I PROCESSI DI SVILUPPO SOSTENIBILE

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

Egr. Direttore,
la difesa doverosa e appassionata dell’operato del Sindaco e della Maggioranza consiliare del comune di Fiumedinisi da parte dell’amico Mario Puglisi, pur comprensibile sotto qualche aspetto, non è certamente condivisibile sul piano politico perché contrasta con l’identità culturale del Territorio, indispensabile – insieme alla tutela dei valori – per l’affermazione di processi economici sostenibili.
Voglio ricordare che la Maggioranza ha il compito di governare, però nel rispetto delle regole, mentre la Minoranza ha il compito di vigilare sull’attività del Sindaco e della Giunta.
Questo principio è stato ricordato e affermato nei numerosi documenti prodotti dal Gruppo Consiliare di Minoranza e dall’associazione “Pietra Rossa”.
Il rispetto della volontà popolare non è stato e non è minimamente in discussione.
Lo sono, invece, il mancato rispetto delle regole e le devianze da esso generate che noi lottiamo, indicando e denunziando esclusivamente fatti e circostanze, sforzandoci di non scadere nella polemica nei limiti delle nostre umane capacità.
È possibile che in nome di un astratto principio di “democrazia partecipata” (sic!) si vuole far ricadere sul popolo la responsabilità e conseguenze di scelte elaborate che incidono in maniera devastante sul territorio con ritorni in termini occupazionali (se ci saranno) infinitesimali rispetto alle risorse impiegate?
Il popolo di Fiumedinisi è realmente consapevole che sta per perdere il proprio patrimonio immobiliare, che nel caso di una crisi economica e sociale costituisce uno dei suoi punti di riferimento e di sussistenza certi?
I cittadini di Fiumedinisi sono a conoscenza che il conte Tagliavia ha donato nel XVIII sec. i terreni, che ora si vogliono vendere, alla Comunità perché la stessa ne potesse usufruire per le necessità alimentari e li utilizzasse come mezzo di sussistenza?
Il popolo di Fiumedinisi è a conoscenza che il ricavato della vendita del patrimonio o l’impegno di esso per la contrazione di mutui sposterà risorse finanziarie verso destinazioni lontane dal proprio territorio impoverendo irreversibilmente la collettività e bruciando tutte le naturali risorse che il territorio oggi offre alle nuove generazioni?
Ma come si può far credere senza incorrere nel reato di “abuso di credulità popolare”, che Fiumedinisi possa essere trasformato in una “nuova Taormina”?
Fiumedinisi e Taormina sono due realtà territoriali con caratteristiche diverse e il solo immaginare che il nostro paesello possa eguagliare la nota località turistica, che per costruirla sono occorsi tre secoli, ma senza cementificazione, non si può che scoppiare come la rana che voleva imitare il bue (Fedro).
Mi viene in mente, mentre scrivo, la favola del pifferaio di Harlem, che liberò la città dai topi guidandoli con il suono del suo piffero verso il mare dove tutti annegarono.
Ancora, quali sarebbero le carenze infrastrutturali che avrebbero impedito lo sviluppo di processi sostenibili a Fiumedinisi?
Elenchi, l’amico Puglisi, le carenze lamentate e le motivi, ma non faccia, per carità, riferimento al muro d’argine che è obbrobrioso, dannoso ed inutile quanto mai e del quale la Natura col tempo si farà giustizia.
Il disegno speculativo (ma non è un termine del tutto appropriato) che sta dietro alla realizzazione del muro d’argine in discussione porterà la comunità di Fiumedinisi alla definitiva disfatta per le motivazioni che sono contenute nei numerosi comunicati stampa, nei manifesti affissi sui muri di Fiumedinisi e del circondario, nelle denunzie fatte e nella mozione d’ordine presentata dai consiglieri di Minoranza nella riunione consiliare del 23/3/2009.
E non si parli di programma di riqualificazione urbana in una zona non precedentemente urbanizzata, dove si è voluto costruire (ecco il muro) un sito artificiale ad alto rischio idrogeologico (ex letto di torrente) sul quale sono confluiti o confluiranno finanziamenti pubblici per quasi 50 milioni di € dei quali a Fiumedinisi resterà solo la cementificazione, i debiti, che in qualche modo si dovranno pur pagare e la volatilizzazione di quasi tutto il patrimonio immobiliare. Infine, gradiremmo apprendere dal dott. Puglisi chi sarebbero gli autori dei “continui soprusi” e delle “ingiustizie” e delle “colpevoli indifferenze”.
Che nessuno prima dell’On. De Luca abbia alzato un dito a difesa (da chi?) della collettività fiumedinisana, mi sembra un’accusa gratuita, ingenerosa e offensiva soprattutto nei confronti dei protagonisti politici dei quali De Luca e Puglisi sono gli eredi.
Noi stiamo lottando, senza personalismi, con la consapevolezza di un’apparente solitudine, una battaglia politica che riteniamo non può che essere nobile per la difesa di un’identità culturale del patrimonio e dell’economia di Fiumedinisi.
In questa sede voglio rivolgere, anche a nome del gruppo consiliare di Minoranza, un sentito ringraziamento all’On. Filippo Panarello per l’attenzione che ha riservato alla comunità fiumedinisana, condividendo i principi ideali che ispirano la nostra azione politica sull’argomento qui trattato.
Nel ringraziarLa per l’attenzione, mi è gradita l’occasione per salutarLa cordialmente.
Fiumedinisi, 21/04/2009

Dott. Nino Maisano*
Primo dei non eletti al Consiglio Comunale di Fiumedinisi e
presidente dell’associazione politico-culturale “Pietra Rossa

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