Casinò, Federgioco non contraria a nuove aperture

TAORMINA – Federgiochi non dice no all’apertura di nuovi casinò in Italia. Contemporaneamente, però, indica paletti, si pone come “guida” nella stesura del disegno di legge che dovrebbe portare alla parziale liberalizzazione del settore, non lesina suggerimenti. Vuole anche scegliere le sedi degli eventuali nuovi casinò. Vale la pena sottolineare che Federgiochi è l’associazione che raggruppa le quattro case da gioco attualmente in funzione in Italia. Come dire che è parte in causa, direttamente coinvolta e, forse, intenzionata ad operare a proprio favore. Finora ha fatto cartello per impedire la nascita di altri casinò.
A quanto si legge in un recente documento dell’Associazione della quale fanno parte i casinò italiani di Campione, Saint Vincent, Sanremo e Venezia.  Federgiochi non “serra le porte” ma, nell’ipotesi in cui il Parlamento decidesse di autorizzare l’apertura di nuove case da gioco, suggerisce: “La creazione di un percorso nel rispetto degli interessi della collettività, nella giusta considerazione e valutazione dei delicati aspetti di sicurezza ed ordine pubblico, il prevalere dei quali ha portato a vietare la diffusione di case da gioco nel nostro Paese”. A quest’ultima osservazione risponde il sindaco di Taormina: “In tutti i disegni di legge che si sono succeduti nel tempo ed anche in quelli che sono giacenti in Parlamento, a proposito di riciclaggio, è previsto un servizio di controllo e la formazione di uno speciale nucleo di polizia”.
Intanto Federgiochi annuncia che entro l’estate istituirà un tavolo di lavoro al quale far sedere le proprietà, le società di gestione dei 4 casinò ed il governo. Scopo dell’iniziativa riorganizzare il settore. Nella nota non è fatto nessun cenno all’ANIT, l’associazione che raggruppa gli oltre 20 comuni che, da oltre 40 anni, si battono per l’apertura di nuovi casinò. Dell’ANIT fa parte il comune di Taormina che nella mozione, da inviare al Parlamento, che sarà discussa giovedì in Consiglio comunale fa presente che: “La ragione morale che si oppone all’apertura di nuove case da gioco, è una falsa scusa che non può trovare credito. Ne sono la riprova –aggiunge il sindaco- la cattolica Malta e la cattolicissima Spagna, e non sono da meno la Francia, la Germania e l’Austria”. “Non trova giustificazione  nemmeno–aggiunge il sindaco, Mauro Passalacqua- il paventato rischio di riciclaggio di denaro perché i disegni di legge che si sono succeduti nel tempo prevedono tulle le forme possibili perché questo non avvenga. Per questo è stato sempre prevista la costituzione di un nucleo speciale di polizia collegato in rete con le varie case da gioco, un albo presso il Ministero dell’Interno dei gestori ed un albo nazionale dei croupier”.  
Federgiochi, nel suo documento, avanza anche altre proposte. Il presidente Mauro Pizzicati, che è anche presidente del casinò di Venezia, infatti, si appresta comunicare al Governo che i quattro casinò si candidano a pilotare l’eventuale apertura di nuovi casinò, per verificare il rispetto delle regole. I casinò –prosegue- sono aziende e devono lavorare in termini di rapporto di domanda ed offerta” Contemporaneamente, però,  Federgiochi sostiene che: “Le case da gioco esistenti sono certamente in grado di far fronte alla domanda interna garantendo standard elevati di controllo e di sicurezza sia sulla correttezza dei giochi che sulle transazioni economiche. Situazioni che difficilmente potrebbero essere riprodotti in realtà di dimensioni inferiori, quali risulterebbero i nuovi casinò in caso di liberalizzazione del mercato”. Pizzicati, inoltre, lancia un grido d’allarme: “E’ indispensabile riorganizzare il gioco d’azzardo, oggi in crisi per la recessione economica e per la concorrenza dei nuovi giochi on line”.
A proposito di riorganizzazione del settore e nell’ipotesi di apertura  di nuove case da gioco, Federgiochi propone: “L’eliminazione di tutte le slot machine da tutti gli altri esercizi, di essere coinvolta nella stesura del progetto di legge che li istituisce. Detta anche una serie di paletti: “definizione dei regolamenti di gioco, parametri di funzionamento e dei presidi minimi delle strutture di controllo, l’istituzione di un albo dei croupier, la definizione di un contratto nazionale di lavoro, il rispetto dei bacini di utenza delle case da gioco già operanti, la scelta delle localizzazioni delle nuove sedi, una distanza minima tra una sede e l’altra”.

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