Taormina. E’ scoppiato lo scandalo dei ‘cessi chimici’

TAORMINA – E’ scoppiato lo scandalo dei “cessi” chimici. L’istallazione di tre servizi sanitari, precari e rimovibili in qualsiasi momento, ha messo in stato di agitazione consiglieri comunali, partiti politici, professionisti, operatori. Protestano perché l’assessore Costantino Papale ha fatto installare, in piazza San Pancrazio, tre WC chimici ed autopulenti. L’operazione è stata giudicata poco meno di uno scandalo. I tre gabinetti contrasterebbero con il sito archeologico costituito dalla vicina chiesa di san Pancrazio eretta sulle rovine del tempio di Giove Serapide e con le antiche terme bizantine. “Li abbiamo sistemati in quel luogo –spiega Papale- perché la piazza è terminal dei bus comunali e, quindi, posto di sbarco di migliaia di visitatori, quasi tutti quelli che arrivano con i pullman turistici o in auto al parcheggio Lumbi. Ci siamo premurati a farli collocare in una posizione defilata che è, quindi, poco visibile da chi si trova a Porta Messina e guarda verso nord. La chiesa non viene interessata. Comunque, i tre wc si possono smontare in qualsiasi momento qualora se ne riscontrasse l’effettiva necessità”.
Quanti criticano sostengono che sotto la piazza c’è disponibile un locale comunale che, anni addietro, era stato concesso in uso ad una rilegatoria. “I gabinetti –dicono- potevano essere realizzati, con impianti tradizionali e fissi, proprio li”. “Una soluzione – dice Papale – che si può prendere in esame ma che richiede tempi diversi: un progetto, un finanziamento, una gara d’appalto. Per adesso, nel modo più indolore possibile, abbiamo offerto ai nostri visitatori un servizio, quanto mancava nella zona di Porta Messina”.
Intanto la presenza dei wc chimici in piazza San Pancrazio è stata denunciata alla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di Messina. I gabinetti, quindi, sono diventati motivo di valutazioni sul piano estetico. Un “processo” che non è stato avviato o notato in altre occasioni, quando a Taormina, anche con l’avallo della Soprintendenza, sono stati “permessi” piccoli e grandi scempi non più recuperabili. Così piccole e grandi strutture, evidentemente in contrasto con la storia e le caratteristiche urbanistiche di Taormina, sono entrate a far parte integrale del panorama cittadino. Con l’avallo del Comune e della Soprintendenza sono state realizzate “cose” non belle, anzi decisamente brutte. Per quelle cose, almeno per quanto se ne sa, nessuno ha interessato, con la stessa veemenza riservata ai wc di Piazza San Pancrazio, la Soprintendenza. Sono rimasti piani interi di edifici e di strutture ricettive, ascensori “a vista”, pezzi di territorio contaminati da piccole e grandi colate di cemento, bar e ristoranti che con i loro tavoli che impediscono la vista di importanti monumenti. Come ha denunciato lo stesso assessore Papale, nel tempo, è stato permesso, anche con l’avallo della Soprintendenza, l’ammodernamento tramite progetti “innovativi”, di decine di strutture commerciali situate sullo storico Corso Umberto.
Tutto è passato se non nel silenzio nella quasi distrazione. Ma i tre wc cimici no. Quelli fanno scandalo. 

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