“I ragazzi ci guardano”, progetto scolastico in rete

FURCI – Due giorni all’insegna della legalità presso il Centro Diurno di Furci Siculo, che ha visto protagonisti quattro Istituti Comprensivi della riviera Jonica, che hanno lavorato in rete per il Progetto “ I ragazzi ci guardano”. Capofila della rete l’Ist. Comp. di Furci Siculo che con gli Ist. Comp. di Roccalumera, Nizza di Sicilia, Scaletta Zanclea hanno collaborato per consolidare una nuova coscienza democratica, finalizzata alla lotta contro le organizzazioni mafiose e i poteri occulti e per rinnovare e sostenere un sistema di valori consono ad una società civile.
I lavori sono stati coadiuvati dalle referenti delle quattro scuole: Palma Settimo(Furci Siculo), Santina Scuderi (Roccalumera), AnnaMaria Foti (Nizza di Sicilia), Carmelita Jsaia (Scaletta Zanclea).
Hanno partecipato all’evento circa trecento alunni delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado degli Istituti coinvolti nell’iniziativa.
Nella prima serata è stata organizzata una mostra dei lavori realizzati dagli alunni; sono stati presentati degli spot e dei file multimediali prodotti nei laboratori seguiti dai vari esperti esterni: Licinio Fazio, Cinzia Muscolino, Cristina Foti, Tino Caspanello, Carlo Barbera, Nello Calabrò, Andrea Trimarchi, Gargano. Si sono svolte, inoltre, piccole drammatizzazioni, canti, e presentazioni in Power Point degli alunni delle Scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di I grado, fra cui i ragazzi di Casalvecchio Siculo che, nonostante siano quasi sempre impossibilitati a partecipare ai vari progetti, per una questione di “trasporto”(abitando in piccole frazioni), hanno creato una presentazione su CD, in seguito ad un lavoro svolto in ambito pluridisciplinare.
Nella seconda giornata, oltre ai dirigenti della rete: Annabella Sgroi per Furci Siculo, Laura Fleres per Nizza di Sicilia, Vera Munafò per Scaletta Zanclea, agli alunni, genitori, sindaci e Baby sindaci dei rispettivi paesi, è stata rilevante la presenza e l’intervento di Dario Montana( fratello di Beppe Montana vittima della mafia),che ha espresso il suo pensiero consigliando di “tenere alta la guardia ed impedire che la mafia si possa diffondere fra le istituzioni, fra i giovani. Ma attenzione a non confondere la mafia con la delinquenza comune e la maleducazione”.
Oltre al dott. Montana sono intervenuti il magistrato Marcello Minasi (sostituto procuratore generale a Messina), che ha relazionato sull’argomento “Dal pentitismo alla confisca dei beni ai mafiosi”, un esponente della forza dell’ordine e il sindaco di Roccalumera Gianni Miasi che con il suo pertinente intervento ha sottolineato l’importanza del progetto che nasce dall’esigenza di favorire una più diffusa cultura della legalità e dei valori, del rispetto di se stessi e degli altri, della convivenza e della partecipazione alle problematiche del territorio.

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