Formazione professionale, mobilitazione anche a Messina

MESSINA – Il Governo regionale non proceda alla pubblicazione dell’elenco dei progetti valutati ammissibili se non in coerenza con i contenuti dell’avviso pubblico e della delibera della Commissione regionale per l’Impiego del 5 marzo. A chiederlo sono le Organizzazioni Sindacali Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola che hanno proclamato uno sciopero dei lavoratori della Formazione Professionale per domani, 31 marzo, con manifestazione regionale a Palermo che prevede il concentramento alle ore 10 in Piazza Marina e il corteo che si concluderà a Piazza Indipendenza di fronte la Presidenza della Regione. A rischio, in Sicilia, ci sono oltre mille lavoratori della Formazione professionale che verranno consegnati alle procedure di mobilità, producendo effetti sociali devastanti e mai vissuti in tali dimensioni in questo settore. A Messina gli effetti saranno pesanti. Sono un migliaio i lavoratori della Formazione Professionale e a rischio ce ne sarebbero circa 330.  Le segreterie provinciali di Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola hanno organizzato una massiccia presenza dei lavoratori messinesi. Domani mattina all’alba partiranno sei pullman per partecipare alla manifestazione di Palermo. “Chiediamo l’immediato ritiro del DA 26 e  la urgente riproposizione di un nuovo provvedimento che ottemperi alle prescrizioni contenute nell’avviso pubblico n 12 del 17 settembre 2008 ed asseverate dalla delibera della Commissione regionale per l’Impiego dello scorso 5 marzo. Denunciamo la violazione della Legge regionale legge regionale 15 maggio 1991, n. 27 e sue successive integrazioni e modificazioni, in quanto l’Assessore al ramo avrebbe dovuto adottare il piano formativo entro il mese di novembre 2008. Risultano evidentemente violati i termini atti a garantire il diritto alla formazione dei cittadini siciliani e il contestuale diritto del personale a tempo indeterminato dipendente dagli enti formativi alla retribuzione ed alla certezza occupazionale”. Le Organizzazioni sindacali denunziano l’incontrollata lievitazione della spesa pubblica che, allargando la platea dei soggetti gestori senza reali controlli né sulla qualità, né sull’efficacia, ha prodotto danni strutturali nel settore. Tale tendenza risulta quanto più inaccettabile in un momento nel quale la crisi economica generalizzata mostra i suoi gravi effetti anche nella Regione Siciliana. Si chiede l’intervento del Governo per procedere all’avvio immediato delle attività, ai sensi di quanto previsto dall’avviso pubblico e dal deliberato della Commissione regionale per l’impiego, per garantire l’utenza, evitarne la dispersione, e per garantire i livelli occupazionali e le retribuzioni dei lavoratori. In caso contrario, per affrontare le emergenze sociali, occupazionali e retributive sarà necessaria l’apertura di uno speciale tavolo di confronto con il Governo.In ogni caso le Organizzazioni sindacali rivendicano dalla Amministrazione Regionale e dal Parlamento Siciliano il riordino amministrativo, normativo e legislativo del settore che lo stato di attuale crisi strutturatasi negli anni, richiede inderogabilmente, e che è ineludibile per garantire il rispetto dei diritti dell’utenza e di tutti i lavoratori . Sino ad allora, chiedono che non vengano consentiti in alcun modo ulteriori accessi di soggetti gestori e di personale nel settore.

 

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