S. Alessio, sit-in per salvare laboratorio analisi

S. ALESSIO – Scendono in campo i sindaci per l’ultimo, disperato tentativo di scongiurare il declassamento a semplice punto prelievo del laboratorio di analisi dell’Ausl 5 di S. Alessio. Il nuovo piano di riforma sanitario regionale prevede il suo accorpamento con l’ospedale S. Vincenzo di Taormina, con tutti i disagi che ciò comporta per i pazienti. I primi cittadini del comprensorio jonico hanno deciso di far sentire la propria voce attraverso una manifestazione organizzata per martedì prossimo alle 15. Un sit-in davanti alla struttura alessese dell’Ausl, al quale hanno già aderito i sindaci di Antillo Antonio Di Ciuccio (presidente dell’Unione dei Comuni); di Roccalumera, Gianni Miasi; di Furci, Bruno Parisi; di S. Teresa di Riva, Alberto Morabito; di Savoca, Nino Bartolotta e di S. Alessio, Giovanni Foti. Intanto la riorganizzazione della rete delle strutture pubbliche di diagnostica in cui è contemplata la chiusura del laboratorio alessese va avanti. Nei giorni scorsi l’Ars ha bocciato l’emendamento con il quale si intendeva eliminare dalla riforma del sistema sanitario regionale l’accorpamento dei laboratori di diagnostica e di analisi. I sindaci dell’Unione dei Comuni delle valli joniche dei peloritani hanno evidenziato “l’assoluta illogicità della proposta dell’assessorato regionale alla Sanità”. Il vicepresidente dell’Unione Nino Bartolotta e i sindaci hanno spiegato che “dati alla mano,   non si evince un chiaro risparmio di spesa: la chiusura, invece, rappresenterà un fattore negativo per la qualità del servizio oltre che un notevole disagio per l’utenza”. Il consigliere provinciale Lalla Parisi ha chiesto al presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, di intervenire presso la Regione “per scongiurare l’ennesimo scippo ai danni dei cittadini della Valle d’Agrò, in ordine ad un servizio essenziale ed efficiente. Il provvedimento – ha sostenuto in aula Lalla Parisi – è destinato a colpire un vasto bacino di utenza e va ad aggiungersi alla chiusura dei presidi di Guardia medica di S. Teresa e Taormina e di alcune postazioni di 118, in nome di un non bene definito risparmio economico”. Il Consigliere provinciale ha fatto  presente, inoltre, che “la struttura, nel 2008, ha erogato settantamila prestazioni ed è l’unica pubblica presente nell’area che va da Messina a Taormina.  Con la sua chiusura la popolazione della Valle d’Agrò, per sopperire alle proprie esigenze, dovrà riversarsi all’ospedale di Taormina o diversamente affluire in strutture private”.

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