Regione, “sì” dell’Ars alla riforma sanitaria

PALERMO – Approvati dell’Assemblea regionale i singoli articoli della riforma sanitaria. La riforma riduce, tra l’altro, le aziende sanitarie e ospedaliere da 29 a 17, mentre i distretti saranno guidati da due direttori: uno sanitario e uno amministrativo.
Nel lungo e complesso dibattito sviluppatosi a Sala d’Ercole, per l’esame dei singoli articoli del provvedimento e degli emendamenti presentati da parlamentari di tutti i gruppi, si sono anche ripetute le votazioni a scrutinio segreto. In una delle quali il governo presieduto da Raffaele Lombardo è stato battuto, essendo stato approvato un emendamento, presentato dal Pd, con il quale è stata tagliata una norma che prevedeva l’attribuzione di un’indennità ai direttori generali decaduti, secondo le previsioni dei contratti individuali di lavoro, la cui scadenza è prevista nel 2010.
Sono stati 39 i deputati che nel segreto dell’urna hanno approvato la norma e 37 quelli che hanno votato contro.
La legge stabilisce inoltre che le aziende sanitarie provinciali e quelle ospedaliere di nuova istituzione saranno operative dal primo settembre del 2009.
In questo contesto non è passata la proposta dell’opposizione che chiedeva di anticipare tutto a 60 giorni dall’entrata in vigore della riforma.
Il confronto a Sala d’Ercole –diretto anche dal vicepresidente Santi Formica- è stato caratterizzato da momenti di particolare vivacità quando, in particolare, il deputato del Pdl Giuseppe Limoli aveva chiesto di votare a scrutinio segreto sulla sua proposta di istituire un’azienda ospedaliera a Caltagirone.
Questa, se approvata, avrebbe ulteriormente accentuato il clima di tensione che si era venuto a creare, tanto è vero che è sceso direttamente in campo il presidente della regione il quale ha rivolto un vibrato appello a tutti i deputati.
“Vi scongiuro –ha dichiarato Lombardo- votiamo e dotiamoci di questa legge; ne va dell’immagine della Sicilia; l’impianto della riforma –ha aggiunto- non va distrutto approvando emendamenti non compatibili con gli obiettivi da raggiungere”.
Posto in votazione, l’emendamento Limoli è stato bocciato a scrutinio segreto con 59 voti contrari e 22 favorevoli. Approvato l’emendamento che accorpa gli ospedali Piemonte e Papardo di Messina con la definizione di “Centro di riferimento regionale”. Rimane inserito nell’Asp (Azienda sanitaria provinciale) l’ospedale S. Vincenzo di Taormina, che nell’ipotesi originaria doveva essere accorpato agl ospedali Piemonte e Papardo.

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