Scaletta. Omicidio, è da rifare il processo a Bottari

SCALETTA ZANCLEA – E’ da rifare il processo a Domenico Bottari, il 34enne di Scaletta Zanclea, che era stato condannato nel maggio scorso a 30 anni di carcere dalla Corte d’Assise di Appello di Bologna, con il rito abbreviato, per aver ucciso il 12 luglio del 2005, con otto colpi di pistola, il ventiduenne Riccardo Venier, di cui si era infatuato, nel corridoio del dipartimento di Matematica dell’Ateneo del capoluogo emiliano. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione.
In primo grado Bottari era stato condannato a sedici anni, sempre con l’abbreviato che prevede una riduzione di pena di un terzo (la pena base era stata calcolata in 24 anni).
La forte differenza di pena tra il primo e il secondo grado (quasi il doppio) si era avuta perchè i giudici della Corte d’Assise di Appello avevano ritenuto sussistere oltre all’aggravante della premeditazione, considerata pure nella prima sentenza, anche quella dei motivi abietti e futili, e quindi erano partiti dall’ergastolo poi ridotto a 30 anni.
Ora i giudici della Suprema Corte hanno annullato la sentenza limitatamente proprio all’aggravante dei motivi abbietti e futili, che hanno eliminato (e quindi nel prossimo processo non si dovrà tenerne conto), e al trattamento sanzionatorio. Per questo la Cassazione ha rinviato il giudizio su questo punto ad un’altra sezione della Corte di Assise di Appello di Bologna.
Soddisfazione è stata espressa dal difensore bolognese di Bottari, avv.Pietro Gennari. In Cassazione, per Bottari, sono andati gli avv.Laura Autru Ryolo e Giovanni Aricò di Messina. 
Bottari era in cura dal 1995 per disturbi della personalità, ma malgrado questo aveva avuto il porto d’armi per uso sportivo.

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