Messina. “Pizzini” in carcere, infermiere in manette

MESSINA – i carabinieri del Nucleo investigativo del reparto operativo di Messina, a conclusione di una complessa ed articolata attività investigativa, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare, dal gip del Tribunale di Messina, hanno arrestato Salvatore Cutugno, 37 anni, infermiere presso un presidio medico del capoluogo. L’uomo, che in passato ha svolto la professione di infermiere presso l’istituto penitenziario messinese, è stato bloccato dai carabinieri nel quartiere di Giostra. Considerato dagli investigatori l’anello di congiunzione tra il mondo esterno ed i detenuti eccellenti del carcere peloritano, Cutugno, pur non facendone organicamente parte, avrebbe concorso in attività delle associazioni di stampo mafioso, consentendo al sodalizio, attraverso le sue condotte, di ottenere varie utilità. Le indagini dei carabinieri erano state avviate all’inizio del 2006, quando nell’ambito dell’operazione “Ricarica” venne smantellata un’organizzazione mafiosa che dal carcere di Messina, attraverso l’utilizzo di un telefono cellulare, aveva gestito diverse attività delittuose tra cui estorsioni, traffico di droga e detenzione di armi nella città dello stretto e che stava preparando un omicidio.  Le indagini dell’epoca, coordinate dalla locale Direzione distrettuale antimafia, avevano permesso di acclarare che le chiamate partivano dal carcere di Gazzi, da un telefonino che, a seguito di una perquisizione, venne rinvenuto all’interno di un fornellino del gas nella cella di Gaetano Barbera. Cutugno, inoltre, avrebbe fatto entrare ed uscire dalla struttura penitenziaria “pizzini”, attraverso i quali venivano impartiti gli ordini diretti agli altri membri dell’organizzazione mafiosa. Le indagini, condotte anche nel periodo 2007-2008, hanno permesso di accertare che l’arrestato, anche una volta lasciato il proprio incarico di infermiere all’interno del carcere, continuava a mantenere contatti con esponenti della criminalità locale. L’arresto odierno, segue ad alcune operazioni antimafia condotte negli anni scorsi dai carabinieri del Reparto operativo di Messina, che hanno permesso di disarticolare un pericoloso   clan mafioso operante in alcuni quartieri della città. L’attività investigativa è stata diretta dal sostituto della Repubblica presso la Procura distrettuale antimafia, Vincenzo Barbaro.

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