Capo Alì. Il parroco D’Arrigo: ‘Aprite quella strada!’

ALÌ TERME – Anche il parroco di Alì Terme e Alì, padre Vincenzo D’Arrigo, è intervenuto sulla vicenda della chiusura della Statale Messina-Catania nel tratto di Capo Alì, transennata da 26 giorni, ovvero da quando, lo scorso gennaio, la carreggiata fu invasa da una frana staccatasi dalla collina sovrastante.
Il sacerdote, a conclusione della messa celebrata nella chiesa di S. Rocco di Alì Terme, subito dopo aver rivolto ai fedeli l’ “andate in pace”, li ha invitati a riprendere posto.
«So della situazione insostenibile di Capo Alì – ha esordito padre D’Arrigo – ma a distanza di quasi un mese tutto rimane incredibilmente statico. Della manifestazione di venerdì scorso in prefettura a Messina mi ha colpito soprattutto l’assenza dei politici della zona e di tanti sindaci. E questo non va bene perché dimostra la disunione nell’azione delle varie comunità interessate al problema. Io non c’ero – ha aggiunto il sacerdote – ma vi assicuro che d’ora in avanti sarò a fianco a voi. Non possiamo aspettare chissà quanto ancora perché non è più tollerabile vedere migliaia tra lavoratori, studenti, imprenditori e semplici cittadini costretti a subire disagi di ogni tipo perché non si riescono a cominciare i lavori di messa in sicurezza della “114”. Com’è oltremodo difficile capire come una strada di interesse nazionale possa essere lasciata per così tanto tempo chiusa per una pura questione di soldi. Intanto, visto che siamo di fronte ad una vera emergenza, si facciano questi benedetti lavori – ha continuato don Vincenzo – e poi con tutta tranquillità si vadano a trovare le somme necessarie».
Per quanto riguarda la scarsa partecipazione al sit-in davanti la Prefettura, il parroco ha rilevato «che la gente si deve rendere conto che Capo Alì non è problema del singolo per cui, tutti, dobbiamo assumere una parte attiva».

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