Capo Alì. Sit-in di sindaco e cittadini in Prefettura

MESSINA – Sit-in di protesta  davanti alla prefettura per chiedere la riapertura della strada Statale 114 all’altezza di Capo Alì, chiusa dal 21 gennaio. Sono giunti davanti al Palazzo del Governo alle 11 in cinquanta: amministratori comunali, operatori commerciali e cittadini. Sono stati ricevuti dal prefetto, Francesco Alecci, poco dopo mezzogiorno. Vi erano il sindaco Lorenzo Grasso, il vice Giuseppe Marino, gli assessori Maria Rita Muzio e Carmelo Sparacino; il presidente del Consiglio Pietro Caminiti ed i consiglieri Marco Di Nuzzo, Maria Catena Sterrantino, Maria Basile, Emanuele Briguglio e Francesco Gregorio; il deputato regionale Filippo Panarello, il consigliere provinciale Pippo Lombardo e semplici cittadini. Tutti hanno avuto la possibilità di parlare, di ribadire i contenuti di un’emergenza che il prefetto Alecci conosce già a fondo. Pasquale Pistone (titolare di un’azienda dolciaria con una ventina di dipendenti) ed il ristoratore Enzo Cappo hanno evidenziato il concreto rischio di chiudere le attività, per una situazione che ha paralizzato le piccole imprese. Il sindaco, Lorenzo Grasso e il presidente del Consiglio comunale Pietro Caminiti si sono soffermati sui gravi disagi della gente “ormai esasperata e pronta a tutto. Dove sono finiti – si sono chiesti – i politici nazionali messinesi? Il nostro unico interlocutore – hanno sottolineato – è rimasto il Prefetto”. Sono state annunciate anche clamorose azioni di protesta, quale ad esempio l’occupazione della ferrovia. In questa direzione è stato fatto notare che si rischia penalmente ed una ammenda fino a 2500 euro. Il prefetto, dal canto suo, ha ribadito il suo interessamento, impegnandosi a contattare i direttori regionali di Anas e Protezione civile, Ugo Dibennardo e Salvatore Cocina. Da loro gli amministratori comunali attendono delle risposte concrete dopo l’incontro a Palermo della scorsa settimana nel corso del quale vennero garantiti complessivamente 500mila euro. La somma, tuttavia, negli ultimi giorni è lievitata sino a 800mila euro in seguito ad un’altra frana. Emblematico lo striscione posto ieri mattina davanti alla Prefettura: “Capo Alì, dimenticati da tutti”.

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