Messina. Leone Bringheli rieletto presidente dell’ Ugc

<p>MESSINA – Leone Bringheli è stato confermato alla guida dell’UGC Cisl di Messina. L’elezione a presidente dell’Unione generale coltivatori della Cisl è avvenuta oggi nel corso del Congresso tenutosi presso il Salone della Cisl di Messina alla presenza del presidente regionale Benedetto Cucinella e del segretario generale della Cisl di Messina Tonino Genovese. Bringheli, nel suo mandato, sarà coadiuvato dalla presidenza composta da Celestino Latino e da Fabio Franchina.

Nella sua relazione, il presidente dell’UGC ha parlato degli effetti che la grave crisi sta riflettendo sul settore. “Le  Aziende  agricole  siciliane  in particolare sono  quelle che  stanno  subendo più   di  tutte – ha sottolineato Bringheli – basti pensare al controllo dei prezzi che in  Italia  non  esiste. La  beffa , per  le  nostre  Aziende, è che vedono  arrivare nelle  proprie  tasche  le briciole della filiera. Per  la  Sicilia  l’Agricoltura  rappresenta quello che il per  Nord rappresentano le fabbriche, quindi chiediamo  al Governo regionale maggiore  attenzione e una  seria  programmazione. L’agricoltura  siciliana  ha bisogno  di infrastrutture  e di mezzi  di  trasporto in  grado di raggiungere  in  poco tempo i migliori mercati europei, dove i nostri prodotti sarebbero apprezzati e valorizzati. Altrimenti le oltre 100 mila aziende  agricole dell’isola rischiano un vero e proprio collasso. E’  necessario  – ha continuato Bringheli – un  impegno  politico  di  tutto  il Governo  regionale  per  affrontare  con  urgenza, determinazione  e  concretezza la  difficile  situazione  dell’agricoltura  isolana. Vanno, quindi, approvati interventi immediati per fronteggiare  la  più  grave  crisi  agricola  che si  sia mai verificata  dal  dopoguerra e che si evince dalla  caduta dei prezzi  sui  campi  che nel  solo  2008  sono scesi  del 7,2% ( grano  -65%, olio -40%, vino -40% ) e dell’ascesa  vertiginosa  dei  costi  dei  fattori  di  produzione ( +60% concimi, +30% fitofarmaci). È urgente la riforma  degli enti strumentali, dall’Esa, all’istituto regionale della  Vite e del Vino, ai Consorzi di  Bonifica, accompagnati da interventi per rafforzare il sistema infrastrutturale, dalle piattaforme  logistiche, ai porti, alle  autostrade, alle  ferrovie, in assenza  delle  quali  non  è  possibile  parlare  né  di  competitività, né  di prospettive  per  il  settore  agricolo siciliano. La  grave  situazione  economica e  finanziaria  in  cui  versano  decine di  migliaia  di  aziende  agricole siciliane, necessita  di  una  urgente  approvazione  di misure  finalizzate  a favorire  le  ristrutturazione  a  medio  e  lungo  periodo  delle esposizione debitorie  agrarie  e  l’accesso  al  credito  senza prestazione  di  garanzie. L’UGC chiederà l’approvazione  di  una  legge  di  proroga  delle  cambiali  agrarie  a  causa  della  crisi   che  ha colpito  il  settore  primario e  l’approvazione  di  una  legge  regionale che estenda alla Crias  la  competenza  per  l’erogazione di  linee  di  credito  anche  alle  aziende  agricole.
La riorganizzazione  e ristrutturazione  degli enti e  degli  istituti  strumentali  della  Regione  per  l’Agricoltura deve partire dalla soppressione dell’Esa  e la costituzione di  una struttura  consortile  per  la  promozione, valorizzazione  e  assistenza  alla  commercializzazionedei  prodotti agricoli  e  agroalimentari; la riforma dei Consorzi di Bonifica, riduzione del loro numero e ottimizzazione  dell’organico  alle reali  esigenze  funzionali. Utilizzazione  dei fondi  comunitari  per migliorare  l’efficienza  della rete  di  distribuzione  irrigua e riduzione  dei costi dell’acqua. La costituzione  di una “ cabina  di  regia “  o  realizzazione  di  un “protocollo  d’intesa  operativo”  tra  tutte  le Autorità  proposte  ai controlli  sanitari, doganali, compresi  quelli  relativi  alla  destinazione finale  dei prodotti  importati dai Paesi  terzi; l’avviamento  iniziative  per  contrastare  la criminalità  nelle  campagne; la realizzazione  di  un  tavolo  di  confronto  con altri rami  dell’amministrazione  regionale  che  si  occupano  di industria, artigianato, commercio, turismo  e cooperazione  per  favorire  la  multiattività  e la  multifunzionalità  delle  aziende  agricole. Ma – conclude – chiederemo anche interventi  nazionali  a favore delle aziende  agricole  siciliane con la proroga  per  i prossimi  tre  anni  della  fiscalizzazione  dei  contributi  previdenziali  a carico  delle aziende  che assumono  manodopera  e  che  siano ubicate  nelle  aree  svantaggiate  e  nelle  zone  montane”

 

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