Taormina. Il “S. Vincenzo” rischia il declassamento

TAORMINA – L’ospedale San Vincenzo di Taormina, potrebbe cambiare volto nelle prossime settimane. Potrebbe, addirittura, essere svuotato di quelle che sono le sue attuali eccellenze. Tutto, è possibile, sarà deciso senza che il Comune di Taormina faccia sentire la sua posizione. Il nosocomio,  proprio in questi giorni, è, infatti, al centro di una complessa manovra all’interno del piano di riordino della sanità siciliana. Della struttura di contrada Sirina si parla, e molto, nei palazzi del Governo siciliano e nelle sedi dei partiti politici. A Taormina, a Palazzo dei Giurati, invece, del futuro dell’ospedale nessuno sembra  interessarsi. Eppure le questioni in ballo sono di grande rilevanza. Secondo una parte dell’assemblea regionale, il San Vincenzo dovrebbe far parte integrante, insieme al Papardo ed il Piemonte di Messina, di una nuova struttura provinciale, precisamente dell’Azienda di riferimento regionale d’alta specializzazione (ARNAS). Si tratterebbe di adottare la stessa già sperimentata a Catania e Palermo. Un’altra parte dell’ARS, e lo stesso assessore alla Sanità, Massimo Russo, invece, vedono l’ospedale taorminese come parte di un’Azienda sanitaria nella quale andrebbero a far parte tutti i nosocomi della provincia, vale a dire quelli di Patti, Barcellona, Milazzo, S. Agata Militello e Mistretta.  Non è una differenza di poco. Nella prima ipotesi, al San Vincenzo verrebbero riconosciute gran parte delle sue “specializzazioni”. Addirittura la struttura sanitaria potrebbe essere inserita in un progetto di sviluppo e potenziamento con caratteristiche di “riferimento regionale”.
La municipalità di Taormina e quelle del suo comprensorio, al momento, seguono distrattamente questo tipo di dibattito. Eppure i problemi in ballo non sono di poco conto e si possono sintetizzare in due soluzioni: un ospedale territoriale o un centro di alta specializzazione.
A questo punto c’è da attendersi una precisa presa di posizione della classe politica ed amministrativa del comprensorio. Bisogna, però, agire in maniera sollecita: martedì prossimo il piano sanitario siciliano sarà di nuovo in commissione e potrebbe essere varato senza che Taormina ed i centri del suo hinterland siano stati capaci di far sentire la loro voce.
A prima vista, non ci sarebbe da avere dubbi. Taormina ed il suo comprensorio dovrebbero battersi per la migliore soluzione possibile, quella che non prevede la chiusura dei servizi d’eccellenza che nel tempo si sono consolidati nell’ospedale di contrada Sirina. Si tratta di difendere la cardiologia ed emodinamica, la cardiochirurgia, l’ortopedia, l’ematologia, il reparto di medicina per immagini. Tutte strutture che sono diventate punti di riferimento in campo regionale. In un ospedale territoriale, anche se ben attrezzato, questo tipo di servizi sanitari potrebbero non essere più garantiti. Questo vorrebbe dire che, a riforma varata, l’utenza del taorminese dovrebbe, per un gran numero di patologie gravi, fare riferimento ad ospedali di Messina o di altre province siciliane. Il rischio per i cittadini è, sul piano delle risposte sanitarie, grande. Esiste anche la possibilità che la manovra regionale finisca per determinare, una più o meno lenta, operazione di smantellamento di servizi di qualità e, per quanto riguarda tutto il comparto cardiologico, di pronto intervento. Oggi, a questo proposito, a Taormina possono essere risolti, in tempi brevi e con estrema professionalità, emergenze (per esempio) quali l’infarto. Sarò lo stesso se il San Vincenzo entrerà a far parte un sistema ospedaliero territoriale?
Un discorso a parte merita la divisione oncologica. L’ospedale di Taormina, in questo settore, dispone di ottime strutture e di personale altamente specializzato, dispone di un complesso capace di offrire soluzioni terapeutiche garantite da apparecchiature di ultima generazione nel settore della radioterapia e della medicina per immagini. Al San Vincenzo funziona anche una divisione di chirurgia oncologia. Tutto ciò entrerà a far parte del costituendo “Centro d’eccellenza oncologico di Messina”? Sino a questo momento nessuno è nelle condizioni di rispondere a questo quesito. Forse non lo sa nemmeno l’onorevole messinese Roberto Corona che, due giorni fa, ha diramato la seguente dichiarazione: “Il centro d’eccellenza oncologico di Messina sarà ancora punto di riferimento sanitario per tutta la Sicilia. Partecipando alla seduta della Commissione Sanità, ho potuto apprezzare la condivisione e la buona volontà di tutti i colleghi affinché il Centro diventi, nel territorio siciliano, un punto d’incontro per la ricerca e la cura dei tumori. La struttura –continua Corona- accorpata all’Azienda Sanitaria, darà vita ad una realtà di eccellente sanità che, integrata con il sistema locale, sarà fiore all’occhiello anche in campo nazionale, confermando così le scelte politiche e gli investimenti strutturali già messi in atto dalla Regione siciliana”. Nessun esplicito riferimento a Taormina ed al suo ospedale.
Insomma, il futuro del San Vincenzo non è per nulla chiaro. Si sa solo che esiste il concreto rischio di vedere l’ospedale spogliato di tutta una serie di servizi, quei servizi che lo hanno fatto diventare punto di riferimento per migliaia di malati siciliani e calabresi.

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