Furci. Richiesta stato di calamità, esplode la polemica

FURCI SICULO – La richiesta della dichiarazione di stato di calamità naturale, deliberata dalla Giunta comunale di Furci Siculo, ha scatenato una ridda di polemiche. I consiglieri di maggioranza hanno firmato un documento dai toni perentori nel quale evidenziano che “su un argomento così importante, quale la richiesta alle autorità competenti di intervenire per alleviare i disagi causati dal maltempo, l’esecutivo ha preferito non coinvolgere il Consiglio comunale, così come invece è accaduto in tutti i paesi vicini”. I consiglieri di maggioranza hanno scritto al sindaco, Bruno Parisi, di essere “profondamente dispiaciuti per non essere stati coinvolti su argomenti  delicati che riguardano il presente e il futuro del paese. Evidentemente – aggiungono rivolgendosi sempre a Parisi -lei pensa che non siamo all’altezza del compito assegnatoci dai cittadini e non ci ritiene capaci di saper operare le scelte più giuste per la nostra società”. Alessandro Niosi, uno dei firmatari del documento, sostiene che gli eventi calamitosi del 12 e 13 gennaio scorsi sono fatti assai delicati e di estrema gravità oltre che di interesse collettivo. Pertanto – incalza – ad avviso del gruppo del quale faccio parte, doveva essere un atto dovuto, oltre che più giusto dal punto di vista formale, coinvolgere l’intero Consiglio comunale nella dichiarazione di calamità naturale”. Niosi va però oltre: “Il distacco dal punto di vista politico e la non condivisione di alcune idee in merito alla gestione della cosa pubblica  – dice – di sicuro non giustificano il comportamento poco nobile di questa amministrazione di aver  trascurato una parte politica che rappresenta una porzione consistente della comunità furcese. Come accaduto nel recente passato, quando il Consiglio comunale non è stato investito di argomenti di propria competenza quale il bilancio. Anche questa volta emerge la volontà  di chiusura ed indifferenza nei confronti del gruppo consiliare di maggioranza. Forse si pensava – conclude Niosi – che in Consiglio avremmo potuto fare troppe domande sulla gestione dell’emergenza? O forse si pensava che potessimo non essere d’accordo con la necessità di dichiarare lo stato di calamità per il nostro paese in un’occasione così delicata?”. I firmatari hanno voluto sottolineare, tutti insieme, che il documento non vuole essere motivo di sterili polemiche bensì “la condanna di un comportamento che non lascia trasparire la minima intenzione di collaborazione tra le parti”.

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