Messina. Genovese: Facebook va censurato ai mafiosi

Genovese: “I politici sfruttino il loro spazio su Facebook per farsi promotori sul web di iniziative di contrasto alla mafia”
MESSINA _ “L’analisi del procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, sul fenomeno della presenza dei fans club dei boss su Facebook è, come sempre, lucida e concreta. La politica dovrebbe prendere spunto dalle sue parole e assumere una linea di contrasto a questo nuovo e pericoloso tentativo di proselitismo attuato da Cosa Nostra che segua parallelamente, e supporti, il percorso tracciato dalla magistratura”. Lo afferma il messinese Francantonio Genovese, Segretario regionale del Partito Democratico siciliano e Segretario della Commissione Nazionale Antimafia.
“La rete, reale o presunta, di solidarietà che si sta creando attorno ai capi della mafia, è qualcosa che ci indigna e ci addolora, ma, come dice Grasso, non è difficile scorgere la mano stessa di Cosa Nostra dietro questa operazione e, benché sia necessaria una regolamentazione, censurare il web potrebbe rischiare di alimentare questa catena, causando nuove discussioni e vergognose prese di posizione, invece di spezzarla. Il popolo di internet lo ha già compreso raccogliendo 100mila firme su Facebook per cancellare i sostenitori di Riina, la politica potrebbe fare lo stesso. Invece di ‘cancellarsi’, i politici presenti su Facebook aderiscano alla petizione e si uniscano al coro di protesta intraprendendo iniziative analoghe. Proprio questa settimana commemoriamo la scomparsa di tre vittime della mafia Giuseppe Fava, Piersanti Mattarella e Beppe Alfano. Sfruttare il proprio spazio su Facebook per ricordare il loro sacrificio e la loro lotta alla criminalità organizzata potrebbe essere una buona occasione per contrastare questo nuovo triste fenomeno che sta invadendo il web, indipendentemente dal fatto che dietro possa esserci l’accurata regia della mafia o che sia solo frutto di pura e semplice imbecillità”.

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