S. Teresa Riva, lungomare off-limits per i pedoni

S. TERESA – Il lungomare di Santa Teresa è diventato da settimane (esattamente dall’ultima mareggiata) una sorta di grande ricovero per le barche. I proprietari hanno messo in salvo i propri natanti, depositandoli sul marciapiede, con i disagi che ciò comporta alla popolazione. In particolare ai disabili e ai bambini.
Non sono mancate le segnalazioni di quanti, per bypassare gli ingombranti ostacoli, sono costretti a finire sulla carreggiata con i rischi che ciò comporta, in particolare nelle ore notturne. Sull’argomento, è intervenuta con una nota l’associazione «Grano», puntando l’indice «su chi dovrebbe adoperarsi, e non lo fa, per rimuovere il grave inconveniente. E poi – prosegue la nota – parliamo di turismo, di vivibilità della nostra cittadina e di qualità dei servizi…”.
Il problema della necessità di un ricovero per le barche si ripresenta con canonica puntualità ogni anno. «Vige un’ordinanza – spiega il sindaco, Alberto Morabito – che vieta il deposito dei natanti sul lungomare o, peggio, sul marciapiede. I vigili urbani – prosegue il primo cittadino – sono chiamati a farla rispettare per tenere libero il passaggio».
Il sindaco Morabito punta poi l’attenzione sulla risoluzione definitiva del problema «che passa attraverso un progetto in fase di realizzazione, di concerto con il Consorzio di ripopolamento ittico Peloritani jonici. Attrezzeremo un’area di mille metri quadrati – spiega Morabito – che sorge alla foce del torrente Agrò, alla periferia Sud del paese. Parliamo di un ampio spazio, che sarà reso sicuro attraverso un sistema di videosorveglianza».
La struttura è molto attesa dai proprietari delle piccole imbarcazioni e dai pescatori del luogo che nei mesi invernali sono costretti a fare ricorso a luoghi di fortuna per «parcheggiare» i propri mezzi. L’associazione «Grano», dal canto suo, chiede agli amministratori comunali santateresini «di risolvere al più presto l’incresciosa situazione che si è venuta a creare sul lungomare e, allo stesso tempo, di cominciare a pensare al futuro, vale a dire al prossimo autunno, con largo anticipo. In modo che si eviti di trasformare il marciapiede del lungomare in ricovero per barche e, soprattutto, di mettere a repentaglio l’incolumità dei cittadini, costretti a transitare lungo la carreggiata della trafficata arteria, per la presenza degli insormontabili ostacoli».

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