S. Teresa. Zona S. Famiglia, una strada attesa da anni

S. TERESA – L’ampliamento della strada di accesso alla zona residenziale sorta nel quartiere S. Famiglia rimane una chimera, nonostante le ripetute promesse da parte delle amministrazioni che si sono succedute negli anni. Non fa eccezione quella attualmente in carica che non è riuscita ancora a sbloccare l’iter. E così le circa 100 famiglie che risiedono nei tre complessi edilizi, costruiti negli anni Novanta a monte di via R. Margherita, sono costrette a sopportare continui disagi. Senza considerare i rischi, visto che i mezzi di soccorso (gli scongiuri sono d’obbligo) non potrebbero passare dall’angusta via d’accesso: una stradina che risale addirittura all’inizio del secolo scorso. Per allargarla occorrerebbe abbattere un rudere privato che sorge proprio ad angolo con la via R. Margherita. Da oltre un decennio le famiglie aspettano quanto dovuto e cioè che il Comune acquisti e abbatta quelle “quattro mura”, tra l’altro a rischio di crollo. Il progetto c’è, le promesse pure. Sino ad ora è mancata la volontà politica. Durante l’Amministrazione del sindaco Lo Schiavo sembrava che la situazione potesse sbloccarsi. Il piano – un progetto da 500 mila euro che prevedeva non solo l’acquisto del rudere e la sua demolizione, ma anche la realizzazione di una strada con tutti i crismi – fu approvato dalla Giunta ma si arenò in Consiglio, che allora remava contro il primo cittadino. Poi Lo Schiavo venne sfiduciato e si andò a nuove elezioni. Tutti gli schieramenti in lizza nella nuova competizione fecero della strada di accesso un “cavallo di battaglia” e ancora una volta le famiglie tornarono a sperare. L’Amministrazione Morabito, una volta insediatasi, si interessò del problema contattando i proprietari del rudere per l’acquisto. Fu redatto anche un progetto, attualmente inserito al terzo posto nelle priorità del Piano triennale delle Opere Pubbliche. Un piano di interventi più “modesto” rispetto a quello programmato da Lo Schiavo: 300mila euro per acquistare l’immobile, abbatterlo e asfaltare il tratto di strada. Ma è passato un anno e mezzo e ancora non si intravedono passi concreti in questa direzione. E dire che ben due consiglieri comunali di maggioranza risiedono nei complessi edilizi interessati. L’augurio è che col nuovo anno la situazione possa sbloccarsi.

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