Taormina. Mancano le risorse per pubblicizzare la città

TAORMINA- Fare promozione, pubblicizzare Taormina in Italia ed all’estero vuol dire impegnare importanti risorse economiche. Vuol dire, anche, saper investire su quanto esiste, vale a dire tradizione, storia, territorio. In ogni caso ci vogliono soldi, idee, capacità imprenditoriali. Le casse di Palazzo dei Giurati, però, sono quasi a secco. Ed allora? Allora bisogna arrangiarsi, raschiare il barile. Potrebbe essere utile, in questo periodo di vacche magre, mettere mano al recupero dei tanti crediti che il comune vanta: nei confronti di singoli cittadini, di imprenditori medio e grandi, di commercianti che hanno “dimenticato” di pagare bollette, tasse, affitti. Tutti soldi che sono sottratti ai progetti per promuovere la città. Vuol dire che, quei cittadini distratti (quasi tutti operatori turistici e, quindi, addetti ai lavori) limitano le possibilità per creare nuova ricchezza. Dei problemi della promozione si è discusso nel corso di un recentissimo convegno svoltosi a Palermo. Ne è venuto fuori un quadro sconsolante: in Sicilia non si investe per cercare di arricchire un settore economico con potenzialità enormi ed, ancora, poco sfruttate. Anche a Taormina, sino ad ora, manca un progetto proiettato verso il futuro che guardi alla situazione attuale e che tenga conto dei soffi di crisi che si avvertono leggendo i bollettini statistici pubblicati dall’Azienda Soggiorno e Turismo e dai quali emerge che, nei primi nove mesi dell’anno, Taormina ha perso 77 mila presenze rispetto allo stesso periodo del 2007. Non esiste un progetto condiviso e che veda protagonisti, insieme al Comune, albergatori e commercianti.
Mentre la Regione Sicilia pare aver dimenticato i problemi e le potenzialità del turismo, dal Governo nazionale non giungono notizie incoraggianti. Non sono stati, finora, stanziati i fondi richiesti. Per promuovere in maniera efficace a livello mondiale l’immagine dell’Italia servono almeno 100 milioni di euro l’anno”. Ne è convinto il presidente dell’Enit Matteo Marzotto, secondo cui “operare a pioggia” a livello globale non ha senso. Meglio invece puntare – ha spiegato intervenendo al convegno “Turismo e Finanziaria 2009” promosso dall’Osservatorio parlamentare per il turismo – su una cinquantina di Paesi, quelli maturi per il nostro turismo”. Allo stesso tempo, secondo Marzotto, “sarebbe opportuno comunicare ai nostri connazionali che il 12% della ricchezza rinnovabile è prodotto ogni anno dai tanti turisti che mettono piede in Italia”. Secondo Marzotto “28 milioni di euro, che è quanto dispone l’ente, per promuovere l’Italia all’estero non sono sufficienti, anche perché bastano soltanto per coprire le attività correnti”. Allo stesso convegno il sottosegretario al Turismo Michela Vittoria Brambilla ha annunciato di aver presentato due emendamenti al collegato alla Finanziaria: uno che prevede la riduzione del numero dei componenti del cda dell’Enit da 16 a 9 e l’altro che contempla un contributo straordinario di 20 milioni di euro per lo stesso ente per il 2009. Informazioni queste che fanno ritenere che nel 2009 l’Italia e di conseguenza la Sicilia, da Roma, non riceveranno spunti ed appoggi finanziari interessanti. Dalla Regione, inoltre, non arrivano indicazioni di alcun tipo. Non si sa, per esempio, quanto il governo siciliano intende investire per la promozione. Comunque, la Sicilia sarà presente alle più importanti borse del turismo internazionale. Ma non basta: per far si che la promozione sia effettivamente efficace è indispensabile andare oltre le fiere. Lo dicono tutti gli esperti. Invece la Sicilia, impegnando poco, non può pensare ad altre forme di pubblicità. E se le cose stanno così, a Roma ed a Palermo, cosa può fare, da sola, Taormina? Poco è vero ma è indispensabile fare qualcosa, non abbassare la guardia. Palazzo dei Giurati, per esempio, potrebbe cominciare dal lanciare una serie di “piccole” iniziative capaci di migliorare la qualità della vita e di potenziare i servizi. Gioverebbe, anche, cercare idee nuove che facciano crescere l’interesse di Taormina nei mercati “di nicchia”, come quelli culturale, enogastronomico e naturalistico.
A proposito di turismo culturale, gli spazi per crescere non mancano. L’Italia rimane la meta culturale preferita dei turisti tedeschi, pur perdendo diverse posizioni rispetto all’anno scorso, mentre i paesi islamici registrano forti aumenti delle presenze, anche se in termini assoluti si tratta ancora di livelli relativamente bassi. E’ quanto emerge da un sondaggio del portale Internet per gli itinerari culturali – Stidiosus, di Monaco di Baviera. In particolare, quest’anno il 14% dei 101.800 turisti intervistati ha scelto l’Italia come meta delle vacanze alla scoperta dell’arte e della cultura. Si tratta del 4,9% in meno rispetto all’anno scorso, ma il Belpaese rimane comunque in testa alla classifica, che vede al secondo posto la Spagna e al terzo la Francia. Il Medio Oriente, tuttavia, è l’area di interesse che ha registrato i maggiori aumenti rispetto al 2007. Israele, in particolare, ha ospitato il quadruplo dei turisti culturali, mentre l’Egitto e il Marocco hanno registrato aumenti rispettivi del 54% e dell’11,5%.

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