Messina.Tomasello: l’Ateneo deve vigilare su attività Aou

MESSINA – Il rettore dell’Università di Messina, prof. Francesco Tomasello, dopo l’intervento e la relazione del commissario straordinario, dott. Giuseppe Pecoraro in Senato Accademico sullo “stato di salute” dell’Azienda Policlinico, ha inviato allo stesso dott. Pecoraro e a tutti i docenti di Medicina una lettera aperta.
Il dott. Pecoraro, durante l’audizione in Senato, ha infatti tra l’altro affermato “…fare le cose che ho fatto mi è stato assolutamente facile. Non voglio prendermi alcun merito. In questi mesi ho operato sul versante del confronto con i dipartimenti e le organizzazioni sindacali. Persone responsabili e collaborative. Anche i contratti decentrati alla cui firma ha partecipato il Rettore sono la conclusione di una esperienza assolutamente responsabile. Bisogna pensare al riassetto organizzativo per migliorare la qualità del servizio assistenziale mantenendo la massima economia….L’Azienda Policlinico è unica sul territorio senza concorrenti per professionalità e specialità”.
“…Sono arrivato al Policlinico – ha affermato Pecoraro- dopo aver parlato lungamente con il Rettore che mi ha chiesto di fare il Commissario straordinario. La situazione che mi era stata presentata era ben dipinta e mi dispiace che il personale ne ha fatto purtroppo le spese”.
Riferendosi sia alla relazione che all’intervento il Rettore ha tra l’altro scritto:

 “La relazione che Lei ha presentato oggi alla seduta del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione ha confermato tutte le preoccupazioni che gli organi di governo avevano espresso già dal mese di aprile 2007 ed ha chiarito il senso autentico del concetto di responsabilità gestionale dell’Azienda e di responsabilità istituzionale dell’Università. L’Ateneo, in quanto partecipe dei risultati di gestione del Policlinico, ha il diritto-dovere di vigilare sull’attività dell’A.O.U.. Soprattutto i ruoli istituzionali più direttamente coinvolti devono esercitare questa funzione con rigore e continuità.  Pur senza  entrare nel merito dei gravi profili da Lei disegnati, si intende qui riaffermare il convinto sostegno all’opera di risanamento da Lei avviata.
    D’altra parte la stagione che si apre per la Sanità siciliana, inclusi i Policlinici Universitari, ci impone scelte coraggiose e lungimiranti caratterizzate da capacità di innovazione, chiarezza e trasparenza decisionali tali da anticipare il futuro e non subirlo passivamente, anzi trasformando una potenziale criticità in successo.
    E’ evidente che nella prima fase del Suo mandato, le Sue decisioni siano state obbligatoriamente dure e difficili da accettare, a fronte di sprechi pregressi e di situazioni finanziarie fuori controllo. Il pareggio di bilancio nel 2008 è un obiettivo di vitale importanza per il Policlinico Universitario e per gli stessi operatori che oggi sopportano il gravame più oneroso e i costi di una troppo duratura assenza di governo e di regole.
    Ci si rende conto che una politica per il personale caratterizzata da una pioggia di emolumenti, sganciata da elementi di produttività, affidata ad indennità indiscriminate, non vincolata ad alcun progetto di qualità né rispettosa dei valori e degli indicatori universitari, non debba essere praticata. Tuttavia, la forza di qualunque struttura non può prescindere dall’entusiasmo, dalla dedizione e dal contributo professionale delle sue risorse umane.
    Si esprime la certezza che la Sua gestione sia consapevole del fatto che, in un piano di riorganizzazione che voglia perseguire obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità con equità e rispetto per le professionalità esistenti, accanto alla centralità dei pazienti divenga altrettanto importante la soddisfazione degli operatori.
    Per quanto attiene l’assetto organizzativo, è necessario valorizzare i gruppi ed i settori che hanno dimostrato di esprimere qualità di prestazioni, capacità di attrazione e vitalità scientifica, nel
rispetto dei percorsi formativi della Facoltà di Medicina e Chirurgia. L’organigramma non può essere disgiunto da una razionale riallocazione delle strutture nell’ambito degli spazi disponibili, al fine di garantire maggiore funzionalità, e da una distribuzione del personale che risponda alle esigenze operative e alle ineludibili scelte strategiche.
    Su questi temi si confida si possa sviluppare con la Facoltà di Medicina e Chirurgia un dialogo capace di esitare, in tempi necessariamente brevi, proposte ottimali, che possano anche contare sull’esperienza del Rettore e sulla macchina organizzativa dell’Università finalizzata ai grandi progetti scientifici e alle correlate risorse finanziarie.
    Produttività aziendale e progettualità universitaria devono divenire un binomio inscindibile, stella polare delle decisioni congiunte Università-Azienda. Diviene importante in questo contesto, la collocazione del singolo operatore, e nella fattispecie del docente, e la sua adesione ad un Programma nel quale il suo apporto in termini scientifici, didattici e assistenziali sia premiato e riconosciuto con una gratificazione morale e materiale. Ciò significa, ne siamo sicuri, che le economie che Lei avrà realizzato saranno restituite in tempi brevi e certi ai docenti, in modo ovviamente differenziato in rapporto agli indicatori assistenziali e scientifici, nel rispetto dei criteri di produttività e di tutti gli istituti contrattuali previsti.
    L’appiattimento delle professionalità ha generato enorme dispendio di risorse finanziarie, senza evitare demotivazione e frustrazione, percezione diffusa di insicurezza e di iniquità. D’altra parte la mancanza di grandi progetti scientifici, capaci di reclutare molti ricercatori, l’indebolirsi di una visione strategica hanno fatto sbiadire quell’anima e quella tensione collettive che decisamente sono state patrimonio della Facoltà e continuano ad albergare nella nostra classe docente. E’ arrivato il momento di imboccare la strada dello sviluppo e della piena espressione delle potenzialità esistenti. L’Università sta svolgendo il suo ruolo in questa direzione ed ancora di più farà in futuro.
Siamo certi che l’Azienda, dopo una stagione obiettivamente dolorosa di sacrifici, a volte difficilmente tollerabili, offrirà nuove opportunità ed attenzioni agli operatori che nutrono legittime aspettative. Le chiedo di rappresentare su questo tema i suoi orientamenti e i suoi programmi a breve-medio termine.”

 

 

 

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