Taormina. Turismo congressuale rimedio alla stagionalità

Giuseppe Monaco

TAORMINA – La recente pubblicazione di una serie di studi sul futuro del turismo in Italia, possono servire agli amministratori di Taormina per redigere i piani d’intervento necessari a far superare le difficoltà che caratterizzano  il settore. Su questi argomenti si confronteranno, a partire da giovedì 30 ottobre, amministratori e consiglieri comunali.  Nelle prossime settimane – così come annunciato dall’assessore al ramo, Italo Mennella, e dal presidente del Consiglio comunale, Eugenio Raneri, nel dibattito si inseriranno gli operatori. Il momento, perciò, è opportuno per valutare quanto si dice e si scrive in Italia proposito di città d’arte, zone archeologiche, salvaguardia del territorio, di turismo congressuale e scolastico. Argomenti che non possono non interessare Taormina impegnata a discutere su questi fatti da anni ma senza grandi risultati.
Per i turisti tedeschi, francesi e britannici che hanno visitato il sud, spiagge e patrimonio artistico delle città sono ad altissimo gradimento. Ma sono ancora una minoranza quelli che si spingono oltre Roma: solo il 29% dei turisti tedeschi, il 24% di quelli britannici, il 16% di quelli francesi. C’è quindi un grande bacino di turisti potenziali che manca all’appello. Ne esce bocciata la pubblicizzazione all’estero delle regioni meridionali. La Sicilia, per quanto riguarda la promozione, è carente o addirittura assente. Sud tradito dunque dall’informazione: ed in assenza di campagne pubblicitarie a spingere i turisti europei oltre Roma ci pensano il passaparola tra amici e parenti, l’immaginario creato da film e tv, o – novità emergente – il grande sviluppo di internet. E’ quanto emerge da un sondaggio fra turisti stranieri di tre paesi europei promosso da Confesercenti-Swg e presentato oggi a Napoli nel corso del Forum ‘Turismo e Mezzogiorno’.
Oltre il 90% dei visitatori stranieri è rimasto molto o abbastanza soddisfatto del viaggio nel sud della penisola. Ai tedeschi la palma dei turisti più affezionati: sono loro – rispetto a francesi e britannici – ad aver più spesso trascorso le vacanze in Italia. Tra le mete preferite, i tedeschi non hanno dubbi e scelgono  la Sicilia (41%) mentre i britannici prediligono Napoli, le isole e la costiera (il 36%). I francesi invece si dividono equamente fra interesse per la Campania (28%) e per la Sicilia (27%). Nessun dubbio invece per le città più amate dagli stranieri: Napoli, malgrado le sue disavventure, resta la capitale del turismo meridionale anche se cresce l’interesse per Taormina. Fra i motivi che scoraggiano una vacanza al Sud, i costi elevati, il rischio mafia e camorra e anche il troppo caldo. Solo marginalmente compare anche il capitolo sporcizia e rifiuti, dopo le traversie passate da Napoli.
A proposito di turismo congressuale, è interessante quanto ha deciso di fare Unicredit: è pronta ad investire per la destagionalizzazione in Sicilia. Per questo ha presentato un progetto per la creazione di  un in grado di operare in sinergia con le strutture e le istituzioni esistenti. Nel piano è stata inserita Taormina. Secondo Unicredit: “Esistono le condizioni per potenziare il turismo congressuale. Il riferimento è ai posti letto alberghieri ed agli impianti esistenti. Il clima, il paesaggio ed i beni culturali fanno il resto. Compito dell’Ufficio –spiegano i dirigenti- sarà la professionalizzazione e il coordinamento della filiera, oltre che il potenziamento e la riqualificazione della ricettività. Il tutto per definire un’offerta in grado di competere a livello nazionale ed europeo”. Un progetto che dovrebbe spingere gli amministratori di Palazzo dei Giurati ad accelerare il completamento del Palacongressi ed il suo adeguamento alle esigenze del mercato.
Una riflessione va dedicata, infine, al turismo scolastico. Un mercato allettante se si considera che sono, mediamente, 1,3 milioni gli studenti italiani che partecipano alle gite scolastiche. Ognuno di loro spende circa 290 euro. Ciò vuol dire che, in un anno, il fatturato del settore è di 375 milioni di euro. Da rilevare che sei su dieci dei turisti-studenti italiani vanno all’estero.
Per quanto riguarda l’Italia, le destinazioni preferite sono Lazio, Toscana, Veneto e Sicilia. Per Taormina esistono ampi spazi d’intervento. Sino ad ora, infatti, le presenze negli alberghi di studenti in gita sono scarse. Sono tantissime, invece, le gite in transito e che appesantiscono, senza lasciare margini economici, le strutture e mettono in sofferenza i servizi. Un fenomeno che potrebbe essere valutato con più attenzione tenendo conto che Taormina ha estrema necessità di combattere la stagionalità. Il turismo scolastico, insieme a quello (più gradito agli imprenditori taorminesi) congressuale, quindi, potrebbe rappresentare un’interessante valvola di sfogo.

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