Taormina, tavolo tecnico per rilanciare il turismo

TAORMINA- Messina dorme. Taormina sta a guardare. Intanto in altre parti della Sicilia studiano i problemi del turismo e cercano soluzioni. Per esempio: un tavolo tecnico per il turismo, a cui hanno già aderito Federturismo, Confturismo, Convention Bureau, Uftaa, e Apt, si è insediato alla Provincia di Catania per il rilancio del comparto. “Ritengo che il Piano territoriale provinciale deve diventare un documento flessibile, coordinato con i Comuni per le varie specificità – ha dichiarato il presidente della Provincia Giuseppe Castiglione – è indispensabile non solo programmare ma soprattutto trovare le soluzioni e giungere alla conclusione. Mi auguro che lavoreremo alacremente e con entusiasmo per migliorare l’offerta turistica e agevolare l’indotto che ruota attorno ad essa. Il rilancio del turismo e delle struttura ricettive del territorio provinciale – ha concluso Castiglione – è strettamente collegato con l’offerta dei servizi e delle proposte culturali che necessariamente devono essere studiate, pianificate e realizzate. Il comprensorio etneo, pur essendo privilegiato da una posizione geografica unica al mondo, infatti non riesce a captare flussi turistici adeguati”. 
Tutto ciò avviene a Catania. Ed a Messina? Non si sa nulla. Tutto tace. Non pare, quindi, che la Provincia regionale di Messina abbia avviato un qualche iter per arrivare alla creazione di un piano operativo che possa servire per aiutare il turismo. Forse, qualcuno crede che non sia necessario sprecare energie per sostenere un comparto economico che rappresenta l’effimero. Una soluzione non spiegabile in maniera adeguata in una provincia che, da sola, fattura quasi il 35 per cento dell’intero turismo regionale ma che, come nel resto della regione, accusa problemi, segna perdite, rischia posti di lavoro. L’amministrazione provinciale, insomma, non si preoccupa di un comparto economico che rappresenta uno delle più importanti fonti di lavoro. Tanto per fare alcuni esempi: Taormina, le Eolie, Giardini Naxos, una gran parte della costa jonica, Castelmola, la Valle dell’Alcantara offrono occupazione a non meno di 15.000 lavoratori che, in presenza di una crisi turistica, difficilmente troverebbero diversa occupazione. E’ per questo che non si capisce il perché il presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, non abbia, ancora, trovato il tempo di mettere nell’agenda dei suoi lavori il “problema turismo” che, proprio in questo 2008 ha mostrato segni di difficoltà. A Catania sono andati avanti in percorso che potrebbe rivelarsi virtuoso. Messina sonnecchia. Sonnecchia anche Taormina che, essendo la capitale del turismo siciliano, dovrebbe farsi portavoce del malessere che soffre l’intero comparto. Se la Provincia non si muove, Taormina dovrebbe avviare, con il suo sindaco, Mauro Passalacqua, e l’assessore Italo Mennella, processi operativi, farsi capofila di un movimento capace di avviare procedure di analisi e valutazione mirate a cercare soluzioni (quelle possibili) valide per aiutare imprenditori e lavoratori del comparto turistico.

 

Leave a Response