Pagliara, appello al sindaco di una madre in difficoltà

PAGLIARA – Quella di Beatrice, 47 anni, disoccupata e madre di quattro figli (di cui una sposata ed uno residente all’estero) è una delle “ordinarie” storie di povertà del XXI secolo. Vive con due figli maschi di 12 e 14 anni. Il più piccolo è affetto dalla sindrome di Tourette, “non è autosufficiente – evidenzia la donna – ed ha bisogno di costose cure e continua assistenza”.  “Non so più a chi rivolgermi – incalza – e non so più come fare per tirare avanti considerato che non lavoro. Mi sono rivolta al Comune, che mi ha promesso un contributo, al Prefetto e all’assessorato Regionale competente. In parrocchia mi hanno allargato le braccia. Non mi è rimasto che vivere di elemosina”. La signora, che risiede in una casa di due stanze alla periferia di Rocchenere, frazione a valle del Comune di Pagliara, ha ricevuto qualche aiuto dal “banco alimentare” di S. Teresa, curato dalla parrocchia S. Famiglia e dal centro “Il Picchio”. “Mi danno due chilogrammi di pasta, un pezzo di formaggio ed a volte un barattolo di marmellata. Il tutto una volta al mese…”. La signora Beatrice ha lanciato un appello alle istituzioni: “chiedo innanzitutto che mi aiutino a trovare un lavoro. Non riesco a comprare libri e quaderni ai miei figli e non ho nemmeno i soldi per la benzina, necessaria per accompagnare il più piccolo dai medici”.  Il sindaco, Santi Di Bella, si è dimostrato disponibile: “La nostra amministrazione – esordisce – è sensibile alle problematiche della signora Beatrice ed ai casi simili al suo che, vi assicuro, sono parecchi. Nella fattispecie – sottolinea – c’è un’istruttoria in corso per l’erogazione di un contributo di 1000 euro. Dobbiamo comuqnue seguire l’iter previsto dal regolamento comunale. Ne sapremo di più fra qualche giorno. Ma non ci siamo fermati qui.  L’assistente sociale – aggiunge Di Bella – si è attivata per garantire alla signora altri servizi socioassiestenziali. Il Comune – conclude il sindaco – ha fatto il possibile, garantendo già lo scorso anno l’assistenza dei ragazzi in un istituto privato specializzato”.

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