Pendolari: ”attraversamento dello Stretto al collasso”

MESSINA – “Il sistema di attraversamento dello stretto non funziona. Lo ribadiamo da anni ma le nostre denunce cadono sempre nel vuoto. Anche dopo gli incontri romani al Ministero e la presa visione del piano d’impresa 2008-2011 di Rfi si capisce bene come l’azienda non intendere fare altro che mantenere il servizio agli stessi bassi standard di adesso, senza alcun potenziamento in termini di traghettamento e di sicurezza”. Enzo Testa, segretario generale della Fit Cisl di Messina, rilancia l’allarme traghettamento anche alla luce di quanto avvenuto negli ultimi giorni sulle due sponde dello stretto.

“Lunedì e martedì le Organizzazioni sindacali nazionali si sono incontrate con l’amministratore delegato di RFI Mauro Moretti e il risultato non è stato diverso – prosegue Testa – Non c’è alcuna intenzione di investire sullo stretto. Lo spostamento a Messina della Divisione Navigazione di Rfi è semmai il segnale il tangibile della contrazione di attività dell’azienda sul segmento navigazione. A testimoniarlo la chiusura della tratta tra Civitavecchia e Golfo Aranci. Nemmeno il ventilato progetto di costruzione di una nuova nave può dare l’idea di un cambio di rotta negli investimenti per il settore. Rfi continua a non tenere conto della crescente richiesta di mercato specialmente per il traffico di carri ferroviari, ricorrendo a un esasperato uso dello straordinario anziché procedere al turn over delle maestranze e alla copertura delle carenze in organico che, allo stato attuale, necessita di almeno un centinaio di lavoratori”.

Il paradosso, sottolinea la Fit Cisl, è che un recente accordo tra l’Enichem di Priolo e Trenitalia Cargo prevede due nuovi treni al giorno per sei giorni la settimana che da Priolo raggiungeranno il nord Italia.

“Trenitalia aumenta i servizi, ma Rfi non fa altrettanto – afferma Testa – E’ chiaro che questa intesa potrebbe essere sfruttata da tante altre aziende siciliane che eviterebbero di ricorrere al trasporto sul gommato decongestionando le strade siciliane e messinesi. Ma le grandi potenzialità di Trenitalia, che aumenterebbe il traffico ferroviario, dovrebbero essere assecondate e supportate da Rfi attraverso l’incremento del numero delle navi tra Messina e Villa San Giovanni. Invece due rami della stessa azienda, il Gruppo Ferrovie dello Stato, ragionano singolarmente senza integrare le proprie forze e potenzialità”.

La Fit Cisl di Messina continua a ritenere indispensabile un coinvolgimento della politica e di tutte le istituzioni interessate per affrontare con Rfi le problematiche della mobilità, dei treni a lunga percorrenza, della continuità territoriale e del sistema del pendolarismo tra le due sponde.

“La classe politica e le istituzioni – conclude Testa – non possono più accettare questo stato di cose perché le proteste dei pendolari di queste ultime ore ci avvertono che si è passato il segno”.

 

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