Taormina. Mini-casinò, il sindaco illustra i dettagli

TAORMINA – (servizio e interviste nel tg 90 del 19 09 08) La relazione in Consiglio comunale del sindaco Mauro Passalacqua sulla missione veneziana, ha gettato le basi per il dibattito sulla possibilità di aprire una “gaming hall”, una sorta di mini-casinò con il marchio della casa da gioco di Venezia, anche nella Perla dello Jonio. Tanti i punti chiariti nel corso della seduta d’aula, che ieri sera non prevedeva comunque alcun dibattito.  Il primo cittadino ha ha puntato l’attenzione sule  6 “stanze da gioco” in quota a Venezia aperte in Italia grazie al decreto Bersani: ovvero a Verona, Asiago, Gallio, Lignano, e Cortina d’Ampezzo.
«Taormina – ha esordito Passalacqua – è stata contattata per la possibile apertura di una struttura che consenta svago, distrazione ed emozione, in un contesto legale e controllato». 
A Venezia l’83% delle entrate arriva dalle slot machine e solo il 13%  dai tavoli verdi, ha puntualizzato il primo cittadino, rispondendo così indirettamente a quanti si dicono scettici alla realizzazione di una casa da gioco senza tavoli verdi. Sono stati sciorinati poi altri dati: Lignano Sabbiadoro ha aperto il mini-casinò con marchio Venezia lo scorso 13 luglio e ad oggi ha già incassato 300 mila euro netti. L’organizzazione trattiene in genere il 75% degli introiti. Da questa operazione di possibile asse con Venezia, Taormina avrebbe gli utili. La relazione in aula del sindaco Passalacqua ha svelato ieri un altro particolare di non poco conto. Anzi da tenere in debita considerazione nel corso del dibattito che da qui a qualche giorno si accenderà nella Perla dello Jonio. Qualora il Comune dovesse dire no al mini-casinò comunale,  Venezia potrebbe aprire comunque la sua sede a Taormina in forma privata, in un albergo qualsiasi e con una semplice richiesta di autorizzazione che non potrebbe essere negata.

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