Taormina. Turismo, più ombre che luci in agosto

Giuseppe Monaco

TAORMINA – Agosto è passato: ha lasciato, per quanto riguarda il turismo e tutto quanto attorno gira, ombre e qualche lampo. La crisi, evidenziatasi già ad inizio anno, è proseguita sino a poco prima di ferragosto. Adesso, per contenere le perdite, gli operatori turistici puntano su settembre. Le prime previsioni sembrano essere positive. Secondo Confturismo-Confcommercio, il 13% degli italiani partirà proprio a settembre con i viaggi organizzati mentre ad agosto erano stati il 23% e a luglio il 16%. Rispetto al 2007, la crescita prevista è dell’8%. Per quanto riguarda  i viaggi fuori Italia, in linea con il periodo, le destinazioni più gettonate saranno le capitali europee e i cosiddetti viaggi benessere.
A proposito di turismo interno, quello che fa economia e pil: “Le previsioni positive sono la conferma che molti preferiscono andare in vacanza quando non è più alta stagione ed i prezzi sono naturalmente più contenuti – commenta il coordinatore nazionale di Confturismo, Giovanni Bastianelli – e se settembre andrà bene, a fine anno il turismo italiano registrerà un -3%. Se invece  settembre, per esempio per condizioni climatiche non positive, dovesse andare male, si avrà un -5% su base annuale, considerando, ovviamente, che luglio e agosto hanno una forte incidenza nel complesso dell’anno”. Taormina è allineata ai risultati nazionali. “Ci aspettiamo –dice l’assessore al Turismo, Italo Mennella- un buon numero di presenze a settembre ed ottobre e, speriamo anche a fine anno”. Vuol dire che, a conti fatti, a dicembre, il numero dei pernottamenti negli alberghi taorminesi arriverà a quasi sino al 1 milione. Un limite che, da anni, resta invariato. 
Secondo Confturismo-Concommercio,  a settembre in Italia andranno molto bene le regioni del sud (Calabria e Puglia, un po’ meno Sicilia e Sardegna) e si assisterà alla ripresa di Toscana ed Emilia Romagna.
Intanto si pensa al futuro, a cosa fare per riportare l’Italia ai vertici delle classifiche del turismo. Le cure, a quanto pare, ci sono: sostenere in modo integrato il marchio Italia, dotare la Sicilia di una moderna legge sul turismo, continuare ad innovare gli strumenti legislativi, prevedere nuove agevolazioni per riqualificare l’offerta turistica e incentivare il turismo nelle regioni del Sud. Nel 2007, infatti, l’Italia ha attratto 71 milioni di turisti: il 90% si è fermato da Roma in su (di cui 16% in Lombardia, 18% in Veneto e Lazio, 12% in Toscana). Solo il 10%, invece, è sceso a sud di Roma. “E’ quindi evidente – ha detto Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, che il recupero di competitività della nostra offerta turistica e della ricettività deve interessare in particolare il Mezzogiorno: recupero di competitività, – ha concluso – che non vuol dire necessariamente crescita quantitativa, ma soprattutto riqualificazione di ciò che già esiste”.
Secondo Domenico Arcuri, intervenuto ad un Meeting a Rimini: “Bisogna sentirsi fortemente impegnati a rilanciare il turismo su direttrici strategiche, come villaggi, porti turistici, sinergia con i territori, qualità delle strutture di accoglienza, coinvolgimento di investitori esteri”. Tutti elementi su cui potrebbero influire positivamente, a suo giudizio, possibili innovazioni legislative come “una proposta di legge che introduca agevolazioni, anche fiscali, per chi ristruttura e che premi le fusioni tra aziende turistiche e le riqualificazioni degli esercizi alberghieri”.

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