Taormina. Teatro Antico, Comune inadempiente

TAORMINA – Non ci voleva proprio. Tra Comune e Soprintendenza ai beni culturali è scoppiata la guerra. L’ha scatenata non solo la questione Teatro Antico. Secondo gli uffici di viale Boccetta a Messina, il comune di Taormina è inadempiente: non avrebbe fornito il piano di spesa per l’utilizzo dei fondi incamerati in base ai biglietti d’ingresso al monumento. Si tratta, come dice la legge, del 30 per cento. Soldi che il comune deve spendere per migliorare la fruibilità di tutti i beni culturali ed archeologici che ricadono nel suo territorio. Secondo il soprintendente, Gianfilippo Villari, Palazzo dei Giurati non pensa al Teatro Antico ma nemmeno all’Odeon, alle Naumachie, alle Terme Bizantine, ai mosaici di Piazza Carmine e Salita Santippe.
Per questo Villari ha firmato e notificato al sindaco, Mauro Passalcqua, un atto di diffida. Il comune, dice, deve dare conto alla Soprintendenza su come intende spendere le percentuali degli ingressi al Teatro. La Soprintendenza, da parte sua, deve sorvegliare sugli intereventi. Se il piano spesa non sarà definito, tra 15 giorni la Soprintendenza  bloccherà i trasferimenti al Comune. Palazzo dei Giurati non riceverà più il 30 per cento degli incassi.
I termini della diffida di Gianfilipppo Villari sono stati resi noti due giorni dopo che il sindaco di Taormina ha notificato una lettera alla Soprintendenza per denunciare una serie di disservizi all’interno del grande monumento e segnalati dalle migliaia di visitatori.
Insomma, ormai, Soprintendenza e Comune non colloquiano, non collaborano: si sfidano a suon di lettere e di diffide. Non è questo il miglior modo per difendere e valorizzare il patrimonio artistico e culturale di Taormina. Con questi sistemi si va solo a sbattere. Per questo, sarebbe bene che intervenisse, autorevolmente e celermente, l’assessorato regionale ai BBCC, lo stesso presidente della Regione, Raffaele Lombardo.
Per quanto riguarda la Regione, c’è da dire che a Palermo dovrebbero avere ormai chiara la condizione di degrado in cui versa il Teatro. Lo ha accertato, personalmente, Franco Scancarello, il capo di gabinetto vicario dell’assessore Antonello Antinoro. Ha compiuto un sopralluogo. Secondo Palazzo dei Giurati, l’alto funzionario si sarebbe trovato di fronte ad una situazione disastrosa che intacca l’immagine di Taormina e della Sicilia. Se la situazione è questa, di chi è la responsabilità? I lavori di manutenzione all’interno del monumento debbono essere eseguiti con il 30 per cento degli introiti, vale a dire con i soldi incassati (ma sono stati incassati?) dal Comune? Questi interventi, invece, non toccano proprio alla Soprintendenza che gestisce, in toto, il monumento?
Sarebbe il caso di fare chiarezza, di mettere un punto fermo, di definire un piano operativo congiunto Regione-Comune-Soprintendenza. Non servono le diffide. Ci vuole buon senso. In quest’ottica dovrebbe muoversi il vertice che si svolgerà il prossimo 18 settembre a Palermo, negli uffici dell’assessorato regionale. Per il momento, all’ordine del giorno della conferenza dei servizi è scritto solo un  punto: utilizzo del Teatro di Taormina. Vuol dire che si parlerà solo (ma non è poco) di quali spettacoli autorizzare all’interno del monumento. Musica pop e concerti nazional popolari insieme alle sinfonie di Beethoven? Solo spettacoli classici? Una soluzione di compromesso? Insieme a queste cose, vista l’occasione, appare opportuno che l’incontro serva anche per mettere in chiaro tutto quanto riguarda lo stato e la gestione dei beni culturali e archeologici di Taormina. La Regione, da parte sua, è chiamata a dare un’interpretazione autentica della legge del 2000 che assegna al Comune il 30 per cento degli ingressi al Teatro Antico. Deve dire, insomma, quale è posizione della Soprintendenza e quelli che sono i doveri del Comune. Deva fare, anzi, di più: deve varare un piano di salvaguardia che metta al sicuro tutte le evidenze storiche di Taormina. L’assessore Antinoro potrebbe spingersi oltre definendo le basi di una legge speciale per il patrimonio storico, culturale ed archeologico di Taormina.
Per adesso la cronaca ha a che fare con diffide, lettere di precisazioni. Cose istituzionalmente accettabili ma che contribuiscono poco a mettere Taormina nelle condizioni di presentarsi sul mercato turistico internazionale come una città d’arte e di cultura ma senza le pezze al…. , con i vestiti rattoppati. Sì perché la situazione attuale è proprio questa: Taormina è come una bella donna priva delle cose indispensabili per valorizzare la sua immagine. Fa turismo con abiti scoloriti e senza belletti. Non è così che si difende la capitale del turismo siciliano la città che da sola ospita poco meno del 30 per cento dei visitatori che scelgono la Sicilia per le loro vacanze. 

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