S. Teresa. Ricordato il poeta Eugenio Alberti

S. TERESA – Si è svolto nella piazza sul lungomare di Bucalo, a S. Teresa di Riva, un incontro per commemorare il poeta e letterato santateresino Eugenio Alberti nel cinquantesimo anniversario dalla morte. Alberti, nato nella frazione santateresina di Misserio nel 1883, fu allievo prediletto di Giovanni Pascoli all’Università di Messina e dallo stesso fu invitato a seguirlo, in qualità di assistente, quando questi assunse la cattedra di Lettere all’Università di Bologna. Preferì però rimanere in Sicilia dove insegnò in diversi licei e si dedico alla carriera di letterato e poeta: pubblicò studi su Catone e sul poeta calabrese Mario Rapisardi; diede alle stampe tre volumi di poesie con  la casa editrice Trimarchi di Palermo, con la quale collaborò sino al 1920 in qualità di critico letterario. Di Eugenio Alberti, del suo talento e della sua storia, sino ad ora si conosceva poco, se non nulla. Adesso, grazie all’impegno del pronipote, l’avv. Nino Calabrò, presidente dell’associazione “Siciliamitoesole”, si proverà a far luce su questo importante personaggio. Il primo passo è stato compiuto nei giorni scorsi con un incontro nella piazza sul lungomare di Bucalo, preceduto da una Santa Messa in suffragio svoltasi nella chiesa di S. Vito a Misserio. Durante la serata, moderata dal giornalista Carmelo Duro, sono intervenuti tra gli altri Santo Lombardo, Nino Nicotra e Nino Caliri. Per l’Amministrazione comunale era presente l’assessore al Commercio, Paola Rifatto. E’ stato proiettato anche un breve filmato, girato da Sebastiano Di Bella, sui luoghi in cui nacque,visse e morì Eugenio Alberti. “Con questa manifestazione– ha spiegato Nino Calabrò – , E’ nostra intenzione fare una prima commemorazione dell’illustre uomo santateresino”. In futuro seguirà una giornata di studi e la pubblicazione di una raccolta inedita di poesie. In “Melanconie”, questo il titolo della raccolta, vengono presi “poeticamente di mira” Mussolini, il Re e vari personaggi, anche locali, del fascismo. Proprio quel fascismo che costrinse Alberti, liberale convinto ed anticlericale, ad abbandonare momentaneamente l’insegnamento per non aver voluto aderire al “Fascio”. Preferì ritirarsi nella sua Misserio. Eugenio Alberti morì il 19 agosto 1958 a Casalvecchio nella casa dell’amata sorella. “Fu essenzialmente un poeta – conclude Nino Calabrò – un idealista che credette nella poesia come mezzo per celebrare sia la bellezza che la morte”.

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