Messina. Domani la Vara tra fede e tradizione

MESSINA – Domani, venerdì 15, alle 7.30, saranno montate le gomene al ceppo della Vara ed alle 11, nella Basilica Cattedrale, sarà celebrato il Solenne Pontificale da S.E. Monsignor La Piana; alle 17,30, trasferimento del Civico Gonfalone, di quello del Comitato Vara e dei ceri votivi dalla Chiesa dei Marinai a piazza Castronovo, da dove alle 19, partenza della “Vara”, con spari, giochi pirotecnici e lancio di bigliettini da dieci cannoni. La Vara, dopo una sosta in piazza Prefettura, si fermerà poi in piazza Unione Europea e quindi l’arrivo in piazza Duomo con il saluto dell’Arcivescovo Mons. La Piana; alle 23, sotto la stele della Madonnina del Porto, si svolgerà lo spettacolo di giochi pirotecnici.
La Vara, costruita in un primo tempo nel 1535 per l’ingresso di Carlo V, venne a mano a mano ampliata e, a riprese, trasformata. Però dopo tante modifiche, essa conserva, nelle spranghe del ceppo, tracce di mano d’opera che fanno pensare ad epoche anteriori al Cinquecento.
Per tre secoli destò l’orgoglio dei cittadini, e l’ammirazione dei forestieri. Ed a ragione, quando si pensi ad una prodigiosa piramide umana di oltre 150 fanciulletti, incoronati di fiori e riccamente vestiti, che col gesto e con la voce, rotando in vari sensi, osannano alla Vergine. In tanti anni della rischiosa cerimonia non i registrano che due soli incidenti; uno nel 1680, quando la Vara si spezzo, dal Globo in su, e sei ragazzi precipitarono tra la folla, senza che alcuno riportasse ferite o contusioni; ed un altro, nel 1738, allorché si ruppe l’asse attorno a cui girava il sole: anche stavolta, i 4 bambini attaccati all’astro restarono incolumi. Adesso i bambini in carne ed ossa sono stati sostituiti, nelle parti piu’ alte, da bambini in cartapesta. Dal portento del 1738, scaturì un processo canonico. Fu riconosciuto il miracolo e si volle eternarne la memoria.
In origine la Vara era munita di ruote che, dopo il 1565, furono sostituite da scivoli in legno per consentire il trascinamento sul selciato. E a trascinare la Vara mediante due lunghe gomene, è il popolo messinese, con l’azione congiunta di “capicorda, vogatori, timonieri, macchinisti e comandanti”, al grido di “Viva Maria!”. Perché “Meravigliosa Festività” è questa, scriveva nel 1591 Giuseppe Carnevale, dottore in legge, e, la Vara, “per l’altezza, e grandezza sua, e anche per l’ammirabile arteficio, e magistero, si ritiene che sia, la più bella, e pomposa cosa del Mondo”.

 

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